Bacalini presenta la Porchetta 4.0

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12 Ottobre Ott 2018 12 ottobre 2018

Trenta prodotti: ecco come l'azienda di Fermo ripropone le ricette della tradizione

Viviana Persiani

Con una storia più che trentennale nel settore della gastronomia, alla continua ricerca della perfezione del gusto, «Bacalini, i cotti delle Marche» è un'azienda che spinge il piede sull'acceleratore per trovare il giusto compromesso fra tradizione e innovazione alimentare.

Perché anche se Bacalini, con la sua offerta di quasi trenta referenze di prodotti cotti e pronti per il consumo, rigorosamente gluten free, come la delizia della «Galantina di Pollo», ma anche il prosciutto cotto (da cosce di maiale italiano, prosciutto Dop di Parma - peso di 11-12 kg - massaggiate per dodici ore con olio extra vergine di oliva, cotto a secco in forno a bassa temperatura per 24 ore finché arriva, anche all'interno, a 72°), l'Arista o il tacchino arrosto, ha conquistato un'ampia fetta del mercato della gastronomia, non rinuncia di certo a stare al passo coi tempi.

Spiega Andrea Maroni, titolare di Bacalini di Grottazzolina, in provincia di Fermo, responsabile dell'azienda, i cui dipendenti sono conosciuti come gli artigiani del gusto: «Siamo molto attenti alle esigenze dei consumatori. Ecco perché cerchiamo di adattare le ricette della tradizione, rivisitandole. L'obiettivo è quello di soddisfare le richieste dei clienti offrendo, nel contempo, prodotti originali che si differenzino da quelli dei nostri competitor».

Il lungo viaggio attraverso i sapori marchigiani firmati Bacalini diventa sempre più appetitoso e coinvolgente.

«Di recente - aggiunge Andrea Maroni - abbiamo lanciato sul mercato nazionale, Re Pavo, la porchetta di Tacchino o, come la definisco io, la Porchetta 4.0, già disponibile in gastronomie di nome. Oggi la carne bianca è quella più ricercata, soprattutto rispetto a quella di maiale; è meno grassa, quindi meno calorica, è più digeribile. Perché non utilizzarla per creare un prodotto di gran gusto come la porchetta? Ecco che, senza tradire la ricetta originaria della porchetta, utilizzando i medesimi sapori e gli stessi odori, come il rosmarino e il finocchietto selvatico, lavoriamo la carne di tacchino cuocendola molto lentamente in modo che, al palato, non risulti stopposa e asciutta, ma morbida e che si sciolga in bocca».

E la carne di tacchino, che origine ha? «Prima di lavorare ad un nuovo prodotto, ci guardiamo attorno cercando di fare rete con le aziende del territorio; anche se, ovviamente, sconfiniamo oltre le Marche, andando a cercare allevamenti in altre regioni italiane, purché rispettino processi di produzione naturali e garantiscano il benessere dell'animale - conclude - Noi siamo molto attenti a scegliere allevamenti garantiti. Convinti che, lavorare secondo le tradizioni tramandateci dai nostri nonni, curando in maniera maniacale i nostri prodotti e trasmettendo ai nostri clienti finali il nostro sapere, sarà la scelta di mercato vincente».

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