La Chiesa ucraina si scinde, ma la Russia è "preoccupata"

La Chiesa ucraina si scinde, ma la Russia è preoccupata
12 Ottobre Ott 2018 11 giorni fa

La Chiesa di Kiev è stata riconosciuta "autocefala" rispetto a quella di Mosca. Il portavoce del Cremlino, nel commentare la notizia, ha ribadito la volontà di tutelare ortodossi e russofoni in modo "esclusivamente politico-diplomatico"

La Chiesa di Kiev è stata riconosciuta come "indipendente" da quella di Mosca. L'ufficialità è arrivata nella giornata di oggi, "grazie" a una deliberazione in merito stilata dal Santo Sinodo di Istanbul. Quello presieduto da Bartolomeo di Costantinopoli.

Gli ortodossi ucraini, quindi, non saranno più parte integrante della Chiesa russa. Ma le prime reazioni arrivate dalla nazione guidata da Vladimir Putin sembrerebbero voler mettere le mani avanti rispetto all'ipotesi che le conseguenze di quanto stabilito nella città turca presentino degli "sviluppi illegali".

A parlare a stretto giro, tra gli altri, è stato il portavoce del Cremlino, Dmitri Pesko, che ha evidenziato come la Russia abbia intenzione di continuare a difendere "gli interessi degli ortodossi, come protegge quelli dei russofoni". Subito dopo è arrivata la specificazione sul fatto che questa tutela verrà declinata "in modo esclusivamente diplomatico - politico". Nessuna invasione di campo, quindi. Il patriarca Kirill è sembrato molto più allarmato nel dichiarare che "il Patriarcato di Costantinopoli ha oltrepassato la linea rossa". Kirill, che è il vertice della Chiesa di Mosca, aveva provato a parlare con il patriarca Bartolomeo al fine di persuaderlo degli effetti "catastrofici" che sarebbero derivati dal riconoscimento ufficiale della cosiddetta "autocefalia". Ma Istanbul ha comunque disposto di separare Kiev da Mosca. Un altro commento deciso è stato rilasciato da Hilarion di Volokolamsk, che è il ministro degli Esteri della Chiesa ortodossa moscovita: quanto ufficializzato dal Sinodo costituirebbe un "atto illegale".

Felicità, invece, è stata espressa dal presidente ucraino Poroshenko, che ha parlato di "vittoria del bene sul male". Ci si attende che qualche tipo di contromisura venga presa, dagli ortodossi russi, durante il prossimo Sinodo, che si terrà tra tre giorni, in Bielorussia: "Il giorno prima - ha sottolineato Hilarion di Volokolamsk - pregheremo col nostro Patriarca Kirill per la Chiesa russa che ha diversi milioni di fedeli e che nel suo territorio canonico unisce tutti i popoli di Russia, Ucraina, Bielorussia, Kazakistan e altri Paesi, con la ferma convinzione che le porte dell'inferno non si apriranno per lei e che sarà protetta dalla Vergine Maria".

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