L'Aquila, studentessa con neonata cacciata da una lezione

L'Aquila, studentessa con neonata cacciata da una lezione
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12 Ottobre Ott 2018 12 ottobre 2018

Una studentessa de l'Università de L'Aquila è stata cacciata da una lezione. Aveva portato con sè sua figli di quattro mesi

Una studentessa frequentante la facoltà di Scienze umane de l'Università dell'Aquila è stata buttata fuori durante una lezione universitaria. La motivazione alla base di questo gesto? Si era recata a lezione con sua figlia, che ha appena quattro mesi.

Come si apprende su IlMessaggero, la ragazza sta frequentando un corso del dipartimento di Formazione Primaria, funzionale a poter divenire un'insegnante. Quanto raccontato dalla studentessa ha dell'incredibile: "Sono stata allontanata dall’aula quasi subito – ha svelato la ventenne, chiedendo ausilio per la spiacevole situazione a un professore e ricercatore della medesima sede universitaria – Ero appena entrata con il mio bimbo in carrozzina: la professoressa - ha spiegato - mi ha pregato di allontanarmi perchè la mia neonata - ha continuato - avrebbe potuto disturbare la lezione: non è servito a nulla mostrarle che stava dormendo. Mi sembra lunare che nel 2018 si debba essere trattati così davanti a decine di studenti solo perché si è una giovane mamma che vuole laurearsi". Come darle torto?

La presenza della piccola in aula, stando alle dichiarazioni delle protagonista di questa vicenda, avrebbe in qualche modo infastidio la docente che stava tenendo la lezione, la quale si sarebbe preoccupata del possibile chiasso derivato, magari, da un improvviso pianto. Ma la bambina, come premesso, era intenta a dormire. La massima autorità universitaria ha messo fine a ogni polemica, consentendo alla studentessa di rientrare nel luogo dal quale era stata cacciata. Paola Inverardi, che è la rettrice dell'Università de L'Aquila, stando sempre a quanto si legge su il quotidiano citato, ha ordinato che la giovane facesse ritorno a lezione. Solidarietà sarebbe stata espressa anche dal presidente del corso e dal direttore del Dipartimento. Non ci resta che augurare alla ragazza di poter presto arrivare al traguardo tanto sperato, quello di una laurea.

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