L'isola prigione per migranti ora caccia Msf

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12 Ottobre Ott 2018 12 ottobre 2018

I membri di Msf cacciati dall'isola-prigione dei migranti: "Quello australiano è un modello inumano"

I membri di Medici senza frontiere sono stati cacciati dalla Repubblica di Nauru, piccola isola della Micronesia sperduta nel Pacifico Centrale, dove vivono circa 900 richiedenti asilo.

"Condanniamo con forza la decisione del governo di Nauru di interrompere le nostre attività di supporto psicologico per migranti e rifugiati intrappolati sull'isola di Nauru in Australia", scrive in una nota Msf Italia. L'Australia nel 2013 ha firmato un accordo con il governo locale secondo il quale tutti i migranti che sbarcano nel Paese vengono spediti sull'isola-prigione in attesa che venga esaminata la loro richiesta d'asilo.

"Ogni speranza di condurre delle vite sicure e significative è stata distrutta dalle terribili condizioni di vita in cui versano - ha aggiunto - Nei nostri 11 mesi di attività abbiamo ascoltato le testimonianze di bambini di nove anni che preferirebbero morire piuttosto che vivere senza prospettive a Nauru". Dei 900 migranti, infatti, circa un centinaio sono minorenni e 74 di loro hanno tentato il suicidio durante l'ultimo anno.

"Anche da questa parte dell'oceano ci sono situazioni simili a quelle dell'isola di Nauru - dichiara Claudia Lodesani, presidente Msf Italia - Migranti e rifugiati sono intrappolati nel campo di Moria a Lesbo e nei centri di detenzione in Libia. Quello australiano è un modello inumano che non dovrebbe mai essere preso in considerazione".

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