Milano promossa a metà: mancano verde e sicurezza

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12 Ottobre Ott 2018 12 ottobre 2018

La ricerca del Domus Forum sulla città che verrà Confronto con Shanghai, Londra, San Paolo e Chicago

Come saranno le città del futuro, a quali bisogni cercheranno di rispondere e in che modo riusciranno a soddisfare i desideri dei loro cittadini: sono queste le domande a cui la prima edizione del «Domus Forum» di ieri mattina al Teatro Parenti ha provato a rispondere. La ricerca «The future of cities» - che la rivista di architettura «Domus» ha commissionato a Nielsen - ha raccolto i pareri di sei esperti internazionali di dinamiche metropolitane e degli abitanti delle cinque città protagoniste: Chicago, Londra, Milano, Shanghai e San Paolo.

Il focus dell'indagine, sintetizzato da Anna Lazzarini, filosofa dell'università di Bologna che ha prestato il suo contributo per l'analisi qualitativa del progetto, si è concentrato sull'idea di città in qualità di luogo della metamorfosi, in cui «la globalizzazione accade localmente». In questo modo, quindi, l'agglomerato urbano diventa un osservatorio privilegiato da cui si può partire per un'analisi più ampia.

Esaminando i cinque diversi continenti, si è evidenziato un complessivo grado di soddisfazione da parte dei cittadini, con una media dell'80% e punte del 93% per Shanghai e dell'85% per Milano. Fonte di questi dati è la stessa popolazione che ha così permesso di approfondire il tema della cittadinanza: i milanesi, in particolare, si sentono più figli di Milano che del Paese, perché parte attiva della sua crescita economica e lavorativa.

Nella città della Brexit, invece, essere londinese è direttamente correlato al senso di ereditarietà; gli abitanti di Chicago si dichiarano tali in funzione dell'appartenenza all'«American Dream»; a San Paolo, simbolo dell'intera America Latina, si ha un comune senso di cittadinanza passiva, per desiderio e richiesta di tutela da parte dell'amministrazione; infine, motore del sentirsi cittadino di Shanghai, da intendersi come metafora del terzo millennio, sono gli obblighi a esso connessi.

A rendere i cittadini contenti della propria realtaurbana è l'apprezzamento della zona abitativa, con annesse innovazione urbana e architettonica, validitadel sistema educativo e facilitadi spostamento. La mobilità intra ed extra-urbana è, infatti, per Milano un elemento di soddisfazione, derivata dalla possibilità di muoversi agevolmente senza l'utilizzo della macchina. Di grande impatto, ma causa di insoddisfazione sono gli elementi della sicurezza e dell'ambiente: in particolare, il 96% dei milanesi si sente insicuro nella propria città e un cittadino su tre è insoddisfatto della qualità dell'aria e delle zone green. Infine, gli eventi culturali sono motivo di alta soddisfazione, ma di impatto relativo per il 79% dei milanesi.

Quale sarà, quindi, la direzione urbana del futuro? I cittadini guardano con ottimismo e positività al cambiamento: il 37% dell'intero campione della ricerca prevede più spazi verdi, il 40% più sostenibilità e il 18% edifici multifunzione e adattabili.

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