Pensioni, il paradosso di quota 100 5mila assegni d'oro in più

Pensioni, il paradosso di quota 100 5mila assegni d'oro in più
12 Ottobre Ott 2018 11 giorni fa

Sulla riforma delle pensioni c'è un nuovo retroscena che di fatto ha il sapore del paradosso. L'uscita con quota 100 porterebbe in dote 4700 pensionati d'oro

Sulla riforma delle pensioni c'è un nuovo retroscena che di fatto ha il sapore del paradosso. Come abbiamo più volte ricordato, i provvediementi che il governo porterà sul campo sono due. Da un lato c'è quota 100 che porterà al superamento della Fornero, dall'altro invece c'è il taglio delle pensioni d'oro che superano i 4500 euro. Fin qui i fatti. Ma a quanto pare i due provvedimenti potrebbero incrociarsi. Infatti come ha ricordato il presidente dell'Inps, Tito Boeri, nella sua audizione alla Camera, almeno 4700 persone che potrebbero andare via prima con quota 100 fissata a 62 anni e con 38 anni di contributi andrebbero a percepire proprio un assegno soggetto ai tagli voluti dalla sponda grillina del governo.

Infatti il reddito di questi futuri pensionati potrebbe essere superiore a 90mila euro anni. Insomma, come sottolinea il Sole 24 Ore, questi lavoratori subirebbero una doppia fregatura. In alcuni casi infatti il dipendente potrebbe essere incentivato dallo stesso datore di lavoro alla pensione per poi trovarsi un taglio netto sull'assegno. Secondo Boeri con il taglio alle pensioni si risparmierebbero circa 150 milioni e le sforbiciate con alcuni nuovi paletti potrebbero colpire solo 30mila persone di fatto vanificando la tesi grillina che vede nei tagli la "benzina" per aumentare le minime a 780 euro. Insomma sul fronte previdenziale è possibile che ci siano alcune correzioni in corsa prima del decreto fiscale o del varo della manovra. Ma fa riflettere il fatto che quota 100 possa dare il via a quasi 5000 assegni d'oro tanto odiati dai grillini. A questo aspetto va anche aggiunto il peso che avranno anche i Tfr nelle uscite con quota 100. Il 40% degli aventi diritto lavorano per le amministrazioni statali. E l'erario rischia un esborso da 3 miliardi.

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