Sulla strage di cani Giulia non è Innocenzi

Sulla strage di cani Giulia non è Innocenzi
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12 Ottobre Ott 2018 12 ottobre 2018

Se la rideva. Mentre raccontava una dramma che faceva sgorgare lacrime per la tristezza. Sulla strage di cani Giulia non è Innocenzi

Se la rideva. Mentre raccontava una dramma che faceva sgorgare lacrime per la tristezza. Giulia Innocenzi è stata subissata di critiche per il primo servizio che ha firmato per le Iene la settimana scorsa. Non ne avevamo ancora parlato per mancanza di spazio. Ma val la pena tornarci sopra.

La conduttrice, traslocata a Mediaset dopo aver passato la gioventù in prima fila nella battaglia santoriana contro il suo proprietario, ha debuttato nel programma di Italia Uno con un reportage assolutamente interessante e importante: la mattanza dei cani al Festival di Yulin in Cina, una carneficina orribile perché gli animali vengono torturati e uccisi in modo terrificante prima di essere mangiati. Dunque onore all'inviata che è andata a documentare la brutale pratica che avviene ogni anno durante il solstizio d'estate.

Però, Giulia, forse per calarsi nello spirito ironico e dissacrante delle Iene, ha mischiato il senso di disgusto per la strage con momenti di grande ilarità e in più degli sketch da osteria come le riprese del telefono caduto nel water. Lei, tramite social, si è giustificata così: «Dovevo fingere di non essere per niente scossa da quello che stavo vedendo, per non destare sospetti e poter rubare le immagini dai macelli cinesi». Scusa che non regge perché la maggior parte delle risate si vedono mentre è nascosta in macchina o in qualche bagno. Ancor più ridicola la parte in cui lei e i suoi colleghi tentano simbolicamente di salvare due o tre cani. Insomma: la lunga palestra di giornalismo d'assalto contro l'editore de Le iene non ne ha fatto una perfetta inviata del medesimo programma...

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