Torna Emis Killa il supereroe rap che «punge» Ligabue e talent

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12 Ottobre Ott 2018 12 ottobre 2018

Ferruccio Gattuso

La musica, quella non basta più. Dunque, ecco un fumetto stile Marvel allegato al disco. E un cortometraggio, da lanciare su social e YouTube, dove il Nostro fa il «Supereroe» insieme a Giacomo Ferrara di serial Suburra, proprio come da titolo del suo ultimo album, in uscita oggi per Carosello Records. Emis Killa ha messo su famiglia, è diventato papà, difende coi denti la sua privacy e, se gli si chiede se sia incazzato, risponde «Meno di ieri: questo disco è più solare degli altri, anche nei suoni. Diciamo che se sono incazzato non faccio una testa così al taxista». Parla sempre chiaro («Ma di quello che voglio io, ad esempio non di politica») e lo fa anche nei tredici brani del nuovo disco. In Donald Trump, quarto brano in tracklist, un pizzico di politica però c'è perché Killa si lamenta del ghetto in cui i rapper vengono messi dalle radio, pronte a erigere un muro «alla Donald Trump» contro di loro: «Ai talent show talenti non ne hanno mai presi - canta - sento cantanti che non hanno presa/ nessuno si rinnova davvero/ in tele sempre i soliti artisti/tipo c'è sto qui che ha vinto Sanremo/ ma poi vende la metà dei miei dischi». E più avanti, tanto per gradire: «Ora ogni due mesi serve un nuovo pezzo/ un tempo bastava azzeccarne due/ e poi potevi fare anche lo stesso testo per due vite e mezzo/ guarda Ligabue». Tra i featuring da segnalare, quello con Capo Plaza (Cocaina: «Titolo per farsi notare», ammette) e con Carl Brave. Su chi sia oggi un supereroe, Killa è netto: «Gli eroi quotidiani, medici e pompieri. E mia madre, che si è fatta un mazzo così per tirarmi su». Ligabue, par di capire, no. «Il mio idolo resta Jake La Furia, uno vero».

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