Bonucci l'avvocato della difesa azzurra "Il problema è fare gol"

Bonucci l'avvocato della difesa azzurra Il problema è fare gol
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13 Ottobre Ott 2018 13 ottobre 2018

«Noi dobbiamo evitare di subire le ripartenze ma serve più cattiveria davanti alla porta...»

Firenze Bonucci ha le idee chiare, su tutto. E' un'Italia che prende troppi gol, mentre una volta la difesa era l'architrave della squadra. Dopo i cambi in panchina, post eliminazione Mondiale, prima Di Biagio e poi Mancini hanno diretto 8 volte gli azzurri beccando 11 gol: «E' vero, dobbiamo riuscire a restare equilibrati, evitando di farci infilare con le ripartenze. Con l'Ucraina abbiamo subito due tiri in porta, ma il dato generale ci deve far riflettere. Adesso affronteremo la Polonia con l'obbligo di vincere per non essere retrocessi in serie B. Ecco, per migliorare dovremo evitare quegli errori tecnici che hanno consentito ai nostri avversari di ripartire spesso in contropiede. Con gente come Zielinski, Lewandowski e Piontek non si scherza».

Una volta c'era il muro difensivo dell'Italia e ancora prima la terza linea azzurra era un esempio del mondo: Mancini dovrà lavorare molto. Ma c'è pure l'attacco a far fatica: «A venti metri dalla porta bisogna far male, non accontentarsi di esserci arrivati Sì, ci mancano i gol».

La Nations è pericolosa, in Polonia si decidono le sorti del girone: a un anno dall'eliminazione dal Mondiale, dobbiamo almeno evitare di finire già in B: «Una partita difficile da giocare e abbiamo l'obbligo di vincere per restare le gruppo delle big. Una retrocessione significherebbe compromettere tutto a cominciare dalle qualificazioni europee per poi passare a quelle mondiali».

Ci sono almeno le lodi per Bernardeschi e Barella: «Federico ha avuto una crescita impressionante e sta continuando, per tanti anni sarà molto importante in bianconero e in Nazionale. Barella lo vedo pronto, mi ha impressionato col Cagliari, da solo trascina la squadra. Si vede che è un leader seppur giovane. Sara uno dei pilastri della Nazionale del futuro».

Il momento del calcio italiano vive il suo frangente più delicato: «Abbiamo vissuto un punto zero un anno fa e in 12 mesi niente è stato fatto, anzi se è possibile sono peggiorate le cose Ora mi auguro che con l'elezione di un nuovo presidente federale si veda qualcosa di buono, lo meritiamo tutti, tifosi e squadra. Ci sia chiarezza e venga attuata una riforma limpida che migliori il calcio italiano. Servono regole ferree e certe al movimento. Oggi la Viterbese, a me tanto cara, ancora non ha giocato una partita, non è una cosa normale. Servono centri dove allenarsi come si deve, insomma ci sono tante cose da fare».

Un conto è la Nazionale e un conto il mondo Juve: nel primo tutto è in salita, in bianconero il campionato è già in discesa: «Sono tornato a Torino e per fortuna ho ricominciato a vincere sempre, dentro di me sento una sensazione di benessere». Ma la serie A adesso mette i riflettori sul derby di Milano, città che torna protagonista. Bonucci è cresciuto nell'Inter e un anno fa era rossonero. Per chi tiferà? «Mi auguro di vedere una grande partita, intanto. E se devo scegliere la squadra preferita dico Milan: tra i rossoneri ho lasciato tanti amici nello spogliatoio e un grande allenatore come Gattuso». Anche il rapporto con Mancini comunque è produttivo: «E' un allenatore meno ossessivo, ma chiede tanto alla squadra sul terreno della tattica. Non a caso con l'Ucraina abbiamo disputato una gara interessante sotto questo aspetto. Mancini ci da tanto. E noi dobbiamo avere maggiore personalità e concretezza». Cominciando da una difesa da rifondare.

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