"Chiudere di notte i market che disturbano. Ma non solo gli etnici"

Chiudere di notte i market che disturbano. Ma non solo gli etnici
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13 Ottobre Ott 2018 13 ottobre 2018

Sala: «Fermare alle 21 la vendita di alcol Salvini vuole discriminare ed è una follia»

Un anno fa Beppe Sala buttò lì la proposta di chiudere entro le 24 quei market che vendono alcol a basso costo ai giovanissimi e disturbano i quartieri. Il vicepremier Matteo Salvini un paio di giorni fa ha annunciato che nel decreto Sicurezza confluirà un emendamento che chiede di chiudere «entro le 21 quei negozietti etnici che la sera diventano ritrovo di ubriaconi». Le strade tra sindaco e ministro si divide sulla questione stranieri: «Sono totalmente contrario - ha affermato ieri Sala - al fatto che siano solo i negozi etnici a chiudere alle 21, è una discriminazione folle. Io stesso avevo posto la questione sulla chiusura di notte di esercizi commerciali dove si vende alcol, è qualcosa che può essere rivisto a livello legislativo, poi che siano le 21 o mezzanotte ragioniamoci e non vorrei che si arrivasse al tutto chiuso o tutto aperto, qualche super per servizio può rimanere aperto. Ma certamente in alcuni casi sono fonti di disturbo, tanti cittadini me l'hanno segnalato. E poi la vendita di alcol è sempre un problema». L'assessore all'Urbanistica Pierfrancesco Maran è stato anche più netto: «No a stupidaggini razziste, sì a regolazioni localizzate della vendita di alcolici da asporto. Pensare di fare una normativa sui negozi etnici è una cialtronata. Però resta il problema di poter meglio regolare la vendita di alcolici in alcuni luoghi e orari. Il ministro consenta a i sindaci di bloccare con maggior semplicità la vendita di alcol da asporto in alcune zone critiche, riguarda attività gestite da stranieri, da italiani e soprattutto i negozi automatizzati». E Sala ha definito invece «assolutamente positiva» la volontà di Salvini di assumere 6mila agenti ma lo sprona in città a concentrarsi sul boschetto di Rogoredo, «il problema spaccio si risolve se c'è un presidio continuo». All'inaugurazione del Festival delle periferie «Super» in Martesana il sindaco ha duettato (chiaramente senza musica) con Stefano Belisari in arte Elio di Elio e le Storie tese, anticipando che il 23 ottobre presenterà la fase 2 del Piano periferie partito nel dicembre 2016 da 5 quartieri (Giambellino-Lorenteggio, Adriano-Padova, Corvetto-Chiaravalle, Niguarda-Bovisa e Qt8-Gallaratese) con 356 milioni di fondi. «Sarà allargato praticamente a tutti i quartieri, le risorse destinate alle periferie saranno qualcosa che non si è mai visto e una quota di progetti sarà concordata coi Municipi». Per ora la fase 1 è andata al ralenty, lo denuncia l'opposizione e lo ha ammesso in più occasioni lo stesso Sala. Che ha confessato ieri di essere «profondamente addolorato» per gli enormi ritardi accumulati sui lavori del teatro Lirico, a breve è attesa la sentenza sul ricorso per la gestione. «Il sistema delle gare pubbliche è un disastro ma ci devi convivere, l'idea che possano partecipare tutti è sbagliata. Poi le aziende falliscono e rimani col cerino in mano. E il sistema della giustizia: ci sono tre livelli e ognuno dice una cosa diversa. Ora la fine dei lavori è attesa a febbraio». Nel pomeriggio Sala ha partecipato con l'ex premier Pd Enrico Letta all'inaugurazione della «Scuola di politiche». Sulla possibile candidatura di Marco Minniti alle primarie Pd ha dichiarato: «Mi sembra buona ma ora vedo ricominciare il tormentone su chi sta più vicino o più lontano a Renzi, e siamo da capo. Minniti se accetterà e Zingaretti spostino il dibattito sulle idee. Io non mi schiererò».

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