Da Trump a Wall Street: soccorso Usa al governo

Da Trump a Wall Street: soccorso Usa al governo
13 Ottobre Ott 2018 9 giorni fa

Gli States, con i gialloverdi in chiave anti-Ue, promettono acquisti di Btp. Ma con contropartite su Difesa ed export

C' erano una volta i satanici Poteri Forti globalisti, come il Bilderberg o la perfida banca d'affari JP Morgan, quella che secondo Luigi Di Maio voleva «abolire la Costituzione» in Italia perché elogiava la riforma di Renzi.

Altri tempi. Oggi a puntare tutte le sue carte sull'aiuto di JP Morgan o di autorevoli membri del Bilderberg, come il Ceo di Blackrock Larry Fink, è proprio il governo grillo-leghista di Giuseppe Conte. Mentre l'esecutivo italiano è sul banco degli imputati in Europa per i suoi azzardi sul deficit, da oltreoceano arriva la cavalleria trumpiana a sostenerlo, con contorno di banchieri e investitori. Il sollievo del premier è palpabile: «Steve Mnuchin, segretario al Tesoro Usa, ha dichiarato che l'Italia non rappresenta un fattore di rischio. Stesso concetto lo ha espresso anche JP Morgan. In mezzo a tante voci che alimentano un dannoso allarmismo, queste invece confermano la solidità dei fondamentali dell'economia italiana», ha scritto giovedì su Facebook. Ed è un sollievo comprensibile: se l'ombrello americano si apre sui nostri titoli del debito, può mettere al riparo l'Italia dal temuto diluvio. «L'impennata dello spread italiano rappresenta un'opportunità di investimento, per questo alcuni nostri fondi stanno aumentando l'esposizione in Btp», ha spiegato Nick Gartside di JP Morgan.

Il fenomeno non è nuovo: già a giugno, quando il governo era appena insediato e i mercati si mostravano nervosi e molto diffidenti verso l'Italia finita in mano ai populisti, vi fu una massiccia iniezione di acquisti da parte di fondi e banche americane, tra cui Blackrock e JP Morgan. E già allora venne letto come un segnale anche - forse soprattutto - politico: molti dei loro manager, fecero notare gli analisti, sono personaggi vicini al mondo repubblicano Usa. Lo stesso Jamie Dimon, Ceo di JP Morgan, era stato corteggiato per andare a fare il ministro del Tesoro di Trump, anche se i due sono stati protagonisti di una recente rissa a colpi di tweet e di ego. L'Italia gialloverde ed euroscettica, insomma, viene considerata da Washington un utile strumento per alimentare le tensioni e corrodere la compattezza della Ue, dando un colpo mortale al peso geostrategico ed economico dell'Europa a vantaggio degli Usa, e per regolare i conti con i «bad, very bad Germans», come li chiama Trump, che con la Germania ha ingaggiato una feroce guerriglia commerciale.

Il neo ambasciatore americano a Roma Lewis Eisemberg, finanziere newyorkese e amico personale di Trump, nonché abile regista della raccolta fondi per la sua campagna presidenziale, si è sperticato in lodi per l'esecutivo italiano: «È la quintessenza della democrazia in azione», ha affermato di recente.

In estate, dopo la visita di Conte a Washington, fu il Corriere della Sera a rivelare che nell'incontro Trump «avrebbe offerto all'Italia un aiuto Usa per il finanziamento del debito pubblico per il prossimo anno», visto che nel 2019 l'Italia dovrà riuscire a piazzare sul mercato titoli per ben 400 miliardi di euro. Una mano santa, vista l'aria che tira sui mercati e i dubbi profondi sulla sostenibilità della manovra. Una mano non gratuita, però: oltre ad una lista di compiti a casa assegnati da Trump a Conte (Tap, F-35, spese per la difesa) il presidente ricordato il deficit commerciale di 31 miliardi a favore dell'Italia: va tagliato - fu l'ordine - quindi dovete esportare meno merci in Usa e importare prodotti americani.

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