Scuole e case popolari a termosifoni spenti "I milanesi ci seguano"

Scuole e case popolari a termosifoni spenti I milanesi ci seguano
14 Ottobre Ott 2018 6 giorni fa

Da domani c'è il permesso ma Sala dà lo stop a uffici, 28mila alloggi popolari e 200 istituti

Ventuno gradi a mezzogiorno, gente che passeggia senza giacca e c'è pure (soprattutto turisti) chi azzarda le maniche corte. Parlare di caldaie accese ieri sembrava follia, ma da domani scatta la stagione termica: sarà possibile tenere accesi i termosifoni fino a 14 ore al giorno. Visto il caldo eccezionale il sindaco chiede ai milanesi di aspettare per frenare lo smog. E per dare il buon esempio fino a che le temperature resteranno miti terrà spenti i riscaldamenti negli edifici pubblici - uffici comunali, oltre 200 scuole tranne nidi e materne, mille palazzi popolari per circa 28mila alloggi -, farà eccezione per case di riposo e centri per persone con disabilità. «Fa ancora caldo e chiedo di aspettare, è un appello che rivolgo ai milanesi e agli amministratori di condominio - afferma Sala -. Ormai per riattivare i riscaldamenti ci vogliono poche ore quindi consiglio a tutti di avere un pò di pazienza, le previsioni del tempo ci dicono che non cambierà la situazione nei prossimi giorni. Noi daremo il buon esempio, pronti ad attivare immediatamente le caldaie quando le temperature caleranno».

É un appello che il sindaco ha potuto rivolgere direttamente ieri a due gruppi di cittadini che sono arrivati tra le 10 e le 10.30 a Palazzo Marino per visitare le stanze del potere cittadino grazie alle Giornate del Fai. É partito dalla domanda di una residente sul progetto di riaprire i Navigli per allargare il tema alle strategie generali per l'ambiente. Sui 5 tratti di canali riaperti «abbiamo visto un discreto consenso - spiega -, c'è qualche preoccupazione sul traffico ma dobbiamo proiettarci 12 anni avanti. Ricordo che fino a 1993 a Milano c'erano 73 auto ogni 100 abitanti, oggi siamo a 51, ventidue in meno ogni cento abitanti in 25 anni. Entro il 2030 si può pensare di arrivare a 40, entro 12 anni non ci deve essere più una macchina sui marciapiedi. Non è solo una questione di divieti, noi rafforziamo i mezzi e investiamo 2 miliardi per una flotta Atm green, nello sviluppo dello sharing e delle metropolitane. È chiaro che noi possiamo fare la nostra parte, per questo mi da fastidio che il tema ambientale sia completamente sparito dall'agenda politica del governo. La politica deve spingere il sistema industriale a produrre mezzi elettrici più economici. E serve la collaborazione dei cittadini, per il futuro dell'ambiente a qualcosa bisogna rinunciare». Il centrodestra contesta la possibilità di arrivare all'obiettivo zero posteggi selvaggi sperando che le auto diminuiscano: «La sinistra - attacca il capogruppo di Forza Italia Fabrizio De Pasquale - ha eliminato 6mila posti auto tra ztl, allargamento marciapiedi, ciclabili e Bikemi e ha fermato un piano da 110 parcheggi sotterranei. Le auto diventeranno elettriche ma la mobilità privata esisterà sempre, se continua a tagliare posteggi ci saranno sempre più auto che spazi».

Con l'apertura della stagione termica riprenderanno anche i controlli a campione del Comune su circa 10mila impianti tra autonomi e centralizzati. Entro il prossimo anno tutti gli edifici comunali avrà rinnovato tutti gli impianti ancora a gasolio, per incentivare i privati a rottamare le vecchie caldaie c'è il bando per la concessione di contributi «per opere di miglioramento dell'efficienza energetica», un totale di 23 milioni e 550mila euro. Restando in tema ambientale Sala riferisce ai cittadini ospiti nel suo ufficio che Milano è «una delle prime 5 città nel mondo per raccolta rifiuti, facciamo il 60% di differenziata e il 40 viene bruciato. A Roma sono indietro 15 anni, sono ancora ai cassonetti e riciclano il 30%. Il resto finisce in discarica. Così, lo dico alla collega Raggi, sei anche più ricattabile da chi le gestisce».

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