"Un referendum a Cortina? Sarebbe meglio evitare intoppi"

Un referendum a Cortina? Sarebbe meglio evitare intoppi
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14 Ottobre Ott 2018 14 ottobre 2018

Di questo passo Milano «rischia» di vincere a tavolino. Negli ultimi giorni si è rafforzata l'ipotesi che Stoccolma possa ritirare la candidatura ai Giochi invernali del 2026. Il consiglio comunale svedese composto da una maggioranza di centrodestra e ambientalisti ha deciso di non chiedere alcun finanziamento ai contribuenti per l'organizzazione dei Giochi. Ma anche il dossier presentato dall'altra sfidante, la canadese Calgary, è vincolato a un referendum fissato per il 13 novembre, l'esito non è affatto scontato. Per questo il dossier Milano-Cortina, anche senza il sostegno economico del governo, è già in pole position e chissà che addirittura non sia l'unico a sopravvivere ben prima che si arrivi alla scelta del Cio. Sembra una mossa da harakiri quella del gruppo di cittadini di Cortina che nei giorni scorsi ha presentato al sindaco Gianpietro Ghedina la richiesta di indire un referendum consultivo sulla candidatura olimpica. Va detto che la portavoce del gruppo, Roberta de Zanna, già fu tra le artefici del referendum del 12 aprile 2015 sulla candidatura dei Campionati del mondo di sci alpino nel 2021, si presentarono alle urne 2.218 cittadini, il 44 per cento degli aventi diritto, e il 59,32% (quindi 1.308 residenti) votò sì. Ma è un rischio e una mossa di cui livello di immagine le istituzioni farebbero volentieri a meno, soprattutto in vista della prima visita degli ispettori Cio fissata dal 23 al 25 ottobre. «Penso proprio che sarebbe meglio evitare un referendum - ha ammesso ieri il sindaco Beppe Sala - perchè credo che siano in tanti a volersi aggiungere. Ma il sindaco di Cortina è persona saggia e gestirà le cose. Va bene tutto, ma non abbiamo più tempo, dobbiamo presentare un primo pre-dossier a fine novembre e il dossier a gennaio». Per accelerare sul piano operativo è già fissato mercoledì prossimo a mezzogiorno nella sede del Coni a Roma il vertice tra il presidente Giovanni Malagò, i due sindaci, governatori del Veneto e della Lombardia Luca Zaia e Attilio Fontana. L'incertezza di Stoccolma rispetto alla corsa olimpica, sostiene Sala, «riguarda soprattutto i temi ambientali. Noi abbiamo la fortuna di poter contare su tanti impianti e non dobbiamo abbattere alberi o costruire nulla che possa creare problemi dal punto di vista ambientale. La sensibilità su questi grandi eventi oggi è questa».

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