Saccone nuovo prefetto, un ritorno a Milano

Saccone nuovo prefetto, un ritorno a Milano
16 Ottobre Ott 2018 16 ottobre 2018

Arriva da Torino il sostituto della Lamorgese È stato vice a Palazzo Diotti e commissario rom

Biglietto di ritorno per Palazzo Diotti. É Renato Saccone il nuovo prefetto di Milano, il Consiglio dei ministri lo ha nominato ieri al posto di Luciana Lamorgese, in pensione per sopraggiunti limiti di età. Arriva direttamente da Torino. «Ringrazio i prefetti per il lavoro svolto fin qui e faccio i migliori auguri per il nuovo incarico» ha commentato il ministro dell'Interno Matteo Salvini. Saccone, classe 1956, laureato in giurisprudenza e originario di Santa Maria Capua Vetere, in Campania, è un volto già noto in corso Monforte, è stato capo di gabinetto e poi viceprefetto vicario prima di essere nominato il primo prefetto della provincia di Monza e Brianza nel 2012. Vanta un ampio curriculum, incarichi a Firenze, Roma presso il Ministero, Caserta, Massa Carrara, Milano e Monza e Torino. Era in carica sotto la Mole durante i tragici incidenti del 3 giugno 2017 in piazza San Carlo, quando si scatenò il panico tra la folla che assisteva alla finale di Champions League su maxischermo. Per lui la chiesto l'archiviazione dalle accuse di disastro e omicidio colposo, non è emersa «nessuna inerzia o lassismo da parte del prefetto» nelle fasi che precedettero la serata» e «affrontò la questione con un tavolo di alto livello tecnico senza ricevere nè allora nè successivamente alcuno spunto che potesse o dovesse condurlo ad adottare un atteggiamento più incisivo».

Saccone conosce bene il territorio, è stato anche vicecommissario per l'emergenza nomadi in Lombardia e da capo di gabinetto in prefettura ha fatto parte del Tavolo istituzionale Milano che oltre a occuparsi delle emergenze sul territorio ebbe un ruolo nel promuovere la scelta della città di Milano come candidata del governo a ospitare Expo 2015. Sul tavolo il nuovo prefetto si troverà subito dei dossier caldi. Sono passate un paio di settimane dal primo Tavolo per l'ordine e la sicurezza presieduto dal ministro Salvini e (ancora) dalla Lamorgese («lascia un buon terreno a chi verrà dopo» il brindisi del leader leghista alla prefetta uscente. Il sindaco Beppe Sala ha indicato allora due priorità: controlli «massicci e risolutivi» al boschetto di Rogoredo e una lotta ai pusher che spesso prendono di mira i giovanissimi davanti alle scuole. Il governatore Attilio Fontana ha invece chiesto più controlli sui treni regionali a rischio, a tutela dei pendolari e anche dei dipendenti troppo sovente aggrediti da chi è senza biglietto. Pochi giorni dopo il vertice il presidente lombardo ha inviato l'elenco delle linee più pericolose. E Saccone, che già ha avuto un ruolo di primo piano nella gestione dei nomadi, dovrà accompagnare quell'obiettivo dei zero campi in città dichiarato dal ministro Salvini. Quarto punto, gli sgomberi delle case popolari su cui la linea del governo Lega-M5S è netta. «Un augurio di buon lavoro a Saccone, lavoreremo insieme per il bene della nostra città» il benvenuto del sindaco ieri sera su Twitter.

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