Il 28 ottobre riapre la cripta del Duce, ma è polemica con l'Anpi

Il 28 ottobre riapre la cripta del Duce, ma è polemica con l'Anpi
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17 Ottobre Ott 2018 17 ottobre 2018

Prevista per il 28 ottobre, anniversario della marcia su Roma, la riapertura della cripta che ospita le spoglie di Mussolini. Ma l'Anpi ha già convocato una manifestazione a Predappio nella stessa data. E i familiari chiedono "rispetto per i luoghi sacri"

“Desideriamo comunicare che i giorni 27 e 28 ottobre la Cripta della famiglia Mussolini verrà riaperta dopo i lavori di manutenzione”. Così i nipoti e pronipoti del Duce annunciano la riapertura della tomba nel cimitero di Cassiano dove riposano le spoglie del fondatore del fascismo.

Il mausoleo versava da anni in pessime condizioni. Colpa del tempo, dell’umidità e delle infiltrazioni d’acqua che avevano danneggiato la struttura. Gli eredi hanno quindi deciso di procedere con i lavori ed ora la cripta è pronta per essere riaperta al pubblico. La data scelta per celebrare la Santa Messa, però, non è casuale ed è destinata ad alimentare polemiche.

Il 28 ottobre, infatti, sarà il novantaseiesimo anniversario della marcia su Roma. Ed è proprio a Predappio, città che ha dato i natali a Benito Mussolini, che l’Anpi ha già convocato una manifestazione. Per evitare problemi però la famiglia ha già messo in chiaro sui social network che, nel caso della cripta e del cimitero, si tratta di “luoghi sacri e come tali devono essere rispettati”. E dalle colonne del Tempo la nipote del Duce, Alessandra Mussolini, mette in guardia l’Associazione nazionale partigiani dal fare “irruzioni o cose del genere”, invocando il “rispetto” da una parte e dall’altra.

Il riferimento è al "blitz" dello scorso anno da parte della troupe di una trasmissione televisiva della Rai che, assieme ad uno dei responsabili dell’Anpi e al sindaco di Predappio, aveva realizzato un collegamento in diretta dalla cripta Mussolini senza l’autorizzazione dei familiari. Per questo, assicurano i nipoti, la famiglia si starebbe “attrezzando” per disporre “un controllo più stretto del luogo sacro” che continua ad attirare oltre 200mila visitatori l’anno.

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