La musica per ricostruire Una pianista a fin di bene contro le ferite del sisma

La musica per ricostruire Una pianista a fin di bene contro le ferite del sisma
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17 Ottobre Ott 2018 17 ottobre 2018

L'artista Gloria Campaner all'auditorium di Camerino colpito dal terremoto del 2016

«Mi trovavo a Teramo per insegnare a una masterclass. Non dimenticherò mai la notte di quel 24 agosto. Io e altri siamo stati evacuati per alcuni giorni. Non posso dimenticare la sensazione che ho provato, il frastuono avvertito. Ho subito realizzato che da qualche parte lì vicino stava avvenendo una vera e propria tragedia». La pianista Gloria Campaner, classe 1986, di Jesolo, quando racconta al telefono questa esperienza di due anni fa, tradisce ancora una certa emozione. Con la memoria ripercorre quel maledetto giorno in cui un pezzo di Centro Italia si mise a tremare, facendo a pezzi paesi, centri abitati, case, con un bilancio umano terrificante di crolli e vittime, feriti e sfollati. No, non si può dimenticare. Anche perché il sistema si è rifatto «vivo» l'anno scorso. E il fiato resta sempre sospeso. E adesso però c'è da ricostruire, servono fondi, aiuti e gesti di solidarietà concreta. E lei, in questo senso, resta in prima linea.

«Sono felice di dare il mio contributo attraverso la musica, con l'arte», dice. Già, proprio così: la virtuosa domani dalle ore 21 darà un concerto a Camerino, in provincia di Macerata, uno dei luoghi colpiti dal terremoto, esattamente nell'Auditorium della locale Università. Con questo recital darà una mano «per l'ampliamento del Campus dell'ateneo in un luogo che è una realtà culturale ricca di storia ed eccellenze, colpita da una sorte avversa, che merita di ripartire al meglio». Serata tra musica e spettacolo, un intreccio di discipline. Sulla scena il rettore Claudio Pettinari e lo storico dell'arte Alessandro Delpriori che leggeranno e interpreteranno testi scelti ad hoc. Per la parte musicale «brani di vari autori - spiega l'interprete di fama internazionale - La struggente Elegia di Rachmaninov come compianto, l'Isle joyeuse di Debussy, come inno alla vita, alla gioia e alla nascita». Di più. Für Alina di Arvo Pärt, un omaggio a «Madre Natura» che «illumina, nutre e dà la vita». Infine un pezzo mistico, profetico: Vers la flamme di Skrjabin. Una musica a fin di bene. «Heart-Quake, la charity fondata a Londra da Anna Marra che appoggio con questo concerto - afferma Gloria - ha come obiettivo quello di creare opportunità di raccolta fondi per contribuire alla ripresa economica, artistica e culturale delle aree più colpite dal sisma. I luoghi dell'educazione (scuole e università, ndr) sono certamente il cuore del fervore culturale e possono aiutare un paese a risollevarsi. Credo quindi che ci saranno altri progetti sviluppati in questo senso».

Gloria Campaner attraverso le note si dedica al «sociale» da parecchio: crede che il compito dell'artista, oltre a esprimere al meglio la propria creatività e sensibilità, sia quello di «comunicare» e «condividere un messaggio». Ha cominciato a fare viaggi esotici a scopo solidale dieci anni fa, dalle favelas brasiliane al Sudafrica, e persino nella Central do Brazil, la più grande stazione ferroviaria del Sudamerica, «dove ho offerto un concerto ai viaggiatori e ai senzatetto che abitano lo scalo - ricorda - È stata un'esperienza indimenticabile». Dopo Camerino altre sfide per la bella interprete: nei prossimi giorni per lei una tournée in Abruzzo con il «Secondo Concerto» per pianoforte e orchestra di Rachmaninov, concerti da solista in Scandinavia e in duo con la star del jazz Leszek Moder in Polonia, «dove suonerò tra l'altro anche le meravigliose pietre sonore di Pinuccio Sciola».

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