Così la Scala fa crescere i melomani del futuro

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24 Ottobre Ott 2018 24 ottobre 2018

Torna in scena «L'elisir d'amore» di Donizetti Il regista: «Opera agile, adattata per i ragazzi»

Luca Pavanel

No, non bisogna «attaccarsi al tram», battuta alla milanese per dire «arrangiati!». Il tram, se si vuole creare nuovo pubblico per l'opera, bisogna prenderlo, darsi da fare. Ed è quello che sta facendo la Scala, che col suo cartellone dedicato alla gioventù, porta avanti già da tempo un piano educativo per le nuove generazioni. Per i futuri melomani, appunto. Ieri, a proposito, al Piermarini è stato presentato «L'elisir d'amore» di Gaetano Donizetti versione per ragazzi dai 6 anni in poi - nuovo titolo del «Progetto grandi spettacoli per piccoli» - che ha al centro della scena - anzi è palcoscenico esso stesso - proprio un tram della vegia Milan, linea numero «1». Debutto previsto per sabato 3 novembre. «Un lavoro - ha spiegato il regista Grischa Asagaroff - che non può superare i 75 minuti visto la tipologia di pubblico. Krampe (che si è occupato delle musiche, ndr), ha rispettare appieno la linea donizettiana, anche coi necessari arrangiamenti e tagli». Per esempio, la mancanza del coro, a favore di un personaggio narratore. Anche per un motivo più generale, le «semplificazioni»: questo genere di spettacoli devono essere «agili», «montabili senza disturbare la scena principale», è stato spiegato. Alla conferenza pure il personaggio di Andina, al secolo la giovane Sara Rossini, che ha raccontato il percorso di preparazione svolto col regista tedesco. Il calendario, gli spettacoli.

La richiesta ha spinto il teatro a programmare 25 date (10 per le famiglie dal 3 novembre al 9 marzo e 15 per le scuole dal 19 novembre al 4 marzo). Un'iniziativa voluta dal sovrintendente Alexander Pereira, che rappresenta uno dei successi delle ultime stagioni. Sono quasi 200mila i bimbi che dal 2014 hanno assistito a titoli del repertorio realizzati in versioni adattate per loro e affidati all'orchestra e alle voci dei solisti dell'Accademia scaligera. Firmato, come «Il barbiere di Siviglia per i bambini», dal regista Asagaroff con scene e costumi di Luigi Perego, «L'elisir» va in scena per 29 recite (le prime in luglio) fino al mese di marzo sotto la direzione musicale di Pietro Mianiti, che con l'Accademia vanta una collaborazione decennale. Il nome di Donizetti va quindi ad aggiungersi ai nomi di Rossini e Mozart in quello che si può iniziare a considerare un originale catalogo di opere, che si è rivelata un'occasione per scoprire voci cresciute in seno all'Accademia e ha confermato talenti emergenti della direzione d'orchestra come Maxime Pascal che il Teatro ha scritturato per la Stagione 2018-2019 «dei grandi» affidandogli «Quartett» di Luca Francesconi con la regia di Alex Ollé e «L'elisir» con la regia dello stesso Asagaroff. «L'elisir d'amore», che impegna gli allievi del Dipartimento musica della Scuola del Teatro - cantanti, orchestra e maestri collaboratori - registra anche il coinvolgimento di molti allievi del Dipartimento Palcoscenico-Laboratori. Alcuni allievi erano alla presentazione: «La cosa più bella? Andare in sala e vedere i bambini divertiti, emozionati per aver trovato sulla scena il tram che avevamo costruito per l'opera».

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