Ricatto hacker in Rete, come difendersi

Ricatto hacker in Rete, come difendersi
31 Ottobre Ott 2018 18 giorni fa

Hacker, truffe e nuovi metodi per ottenere dati personali in Rete: ecco i consigli su come comportarsi di fronte a una mail o un messaggio sospetto

Il pericolo di phishing e truffe in Rete è sempre molto reale. Gli hacker sono sempre all’erta e trovano nuovi metodi per sottrarre dati personali, attraverso le mail o i social network.

Una delle tecniche più diffuse in campo - anche se non esattamente nuova - consiste nell’inviare una mail o un messaggio privato, in cui si afferma di essere in possesso un video compromettente dell'utente, spesso di natura sessuale. La tecnica fa leva sulle paure di chi legge: il dubbio può spingere istintivamente a rispondere, fornire dati personali, scaricare allegati oppure effettuare pagamenti. Nella maggior parte dei casi, tuttavia, i malintenzionati non sono in realtà in possesso di alcun file osé: si tratta di una vera e propria estorsione, una truffa ai danni di comuni cittadini.

Un buon consiglio è rivolgersi immediatamente alla Polizia Postale: un fiore all’occhiello italiano, in grado di rispondere a ogni dubbio e, se il caso lo prevede, di mettere in atto tutte le azioni necessarie per identificare i presunti hacker.

Il punto di partenza è verificare il mittente: non rispondere mai se non lo si conosce. Ancora, se l'indirizzo appare simile a quello di un istituto bancario, non bisogna fornire proprie informazioni: le banche chiedono di recarsi in filiale per aggiornare i dati, o tramite i loro portali sicuri, mai tramite mail. Se il messaggio privato arriva da un amico o un conoscente, è possibile che lui stesso sia stato oggetto di un raggiro o, ancora, vittima dell'azione di un malware. È bene contattarlo, preferibilmente non via messaggio online o in risposta alla stessa mail, ma attraverso una telefonata o un sms.

È bene anche non scaricare allegati, controllare l’ortografia della mail - se l’italiano con cui è scritta è decisamente maccheronico, è probabile che ci siano degli hacker internazionali dietro - e non aprire link quanto meno sospetti, in particolare quelli che iniziano con «http» e non con «https». Solitamente il browser riconosce un link dubbio, così come alcune caselle mail hanno dei filtri per il phishing, ma i malintenzionati elaborano costantemente tecniche raffinate per aggirarli.

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