Troppo grassi o troppo magri, entrambi rischiano la vita

Troppo grassi o troppo magri, entrambi rischiano la vita
1 Novembre Nov 2018 14 giorni fa

Un indice di massa corporea esageratamente alto o basso può portare diverse malattie anche mortali

Essere troppo grassi o troppo magri può essere rischioso in entrambi i casi. Infatti, il valore di massa corporea, IMC, non deve sforare né in un senso, né nell’altro. Altrimenti aumenta il rischio di morte prematura. L’indice corretto dovrebbe essere compreso tra 21 e 25. Calcolarlo non è complicato. Basta dividere il peso misurato in chili per l’altezza al quadrato misurata in centimetri. Per esempio, un individuo che pesa 62 chilogrammi ed è alto 1 metro e 70 centimetri dovrà fare questo semplice calcolo: 62/1,70 X 1,70 = 21,45. Uno studio ha dimostrato che mantenendosi tra questi valori si rischia meno la vita. Come spiega Krishnan Bhaskaran, autore della ricerca, “l’indice di massa corporea è un importante indicatore della nostra salute. Nonostante questo sono pochi gli studi sui legami tra le malattie croniche e questo indice. Con la nostra ricerca abbiamo cercato di porre fine a questo problema, scoprendo come essere sottopeso o sovrappeso aumenti il rischio di una serie di malattie come quelle al fegato, alcuni tumori, ma anche patologie alle vie respiratorie”.

I dati analizzati hanno riguardato 3.600.000 persone e hanno dimostrato che un indice superiore a 30 può portare malattie cardiovascolari e tumori. Anche un valore inferiore a 21 può causare diverse malattie quali l’Alzheimer, quelle cardiovascolari o addirittura il suicidio. Il valore 25 sarebbe il migliore. Ogni 5 punti di differenza infatti si rischierebbe il 29% di probabilità in più di ammalarsi. Il rischio più basso di sviluppare un tumore si attesta su un IMC di 21, ogni 5 punti si arriva a un rischio di decesso pari al 13% in più. Questo studio ha esclusivamente osservato i pesi, le altezze e la salute dei volontari che si sono prestati alla ricerca, senza tenere conto della loro alimentazione, né dell’attività fisica svolta.

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