La segnaletica cade a pezzi. E a Roma è boom di incidenti

La segnaletica cade a pezzi. E a Roma è boom di incidenti
2 Novembre Nov 2018 15 giorni fa

La Capitale è una via crucis di cartelli in rovina e strisce pedonali fantasma. E nell’ultimo anno solare le denunce di incidenti stradali attribuite alle condizioni pietose della segnaletica sono state ventisei al giorno

Non ci sono solo alberi schiantati a terra e strade a groviera a fare da cornice a questa città allo sbando. Dalle strade del centro storico a quelle di periferia, la Capitale è una via crucis di cartelli in rovina, abbattuti dalle intemperie e coperti dalla vegetazione o dai graffiti. Non va meglio con la segnaletica orizzontale. A Roma, infatti, almeno otto attraversamenti pedonali su dieci sono fantasma (guarda il video).

“Una situazione che grida vendetta”, secondo chi trascorre alla guida la maggior parte della giornata. A parlare è Alessandro Atzeni, tassista e rappresentante sindacale della Fit-Cisl. Saliamo a bordo della sua auto verso mezzogiorno e ci avventuriamo in direzione San Giovanni. Attorno ad una delle basiliche romane più prestigiose della Capitale gravitano centinaia di turisti ogni giorno, eppure, le strisce pedonali sono ridotte “in condizioni pietose”. Alessandro ci mostra, uno per uno, tutti gli attraversamenti pericolosi. Il primo è proprio quello che affaccia su piazza di San Giovanni in Laterano. “Guardate un po’ che bel biglietto da visita, qui la vernice è praticamente invisibile”, dice indicando fuori dal finestrino. Alla faccia del codice della strada che, in proposito, recita: “Tutti i segnali orizzontali devono essere realizzati con materiali tali da renderli visibili”.

Adesso Alessandro imbocca via Caia, vuole farci vedere qualcosa di veramente “assurdo”. “Vedete - dice indicando la chioma di un albero - sotto a quelle fronde c’è un semaforo”. Strabuzziamo gli occhi nel tentativo di percepire qualcosa. È tutto inutile. Il fogliame è così fitto e rigoglioso da non lasciarci percepire nulla. “Sarà più o meno un anno - ragiona Alessandro - che questo semaforo è praticamente fuori uso”. Gli domandiamo di accostare. Un gruppo di persone sta tagliando la carreggiata a passo svelto. Quando approdano sull’altra sponda del marciapiede ammettono: “Ci sentiamo dei miracolati”. Come dargli torto? Anche perché gli automobilisti che percorrono questa strada, quasi sempre congestionata dal traffico, tendono a pigiare sull’acceleratore non appena intravedono un varco.

Stesso discorso vale per la maggior parte della segnaletica verticale che incontriamo lungo il percorso. In zona San Lorenzo, ad esempio, le indicazioni per la stazione Tiburtina, secondo snodo ferroviario della Capitale, sono tappezzate di adesivi di tutte le fogge. Capire dove dirigerci è praticamente impossibile. Ma non è solo una questione di orientamento. Quando obblighi o divieti non sono visibili, il rischio è quello di prendere una contravvenzione se non addirittura di fare un vero e proprio incidente. All’altezza di piazza di Porta San Lorenzo c’è un segnale che indica l’obbligo di svolta a destra. È nascosto da un groviglio di foglie e rami. Purtroppo, infatti, al di là delle dichiarazioni della sindaca, i famosi maxi appalti europei per la manutenzione del verde sono ancora nel limbo della burocrazia grillina. “Ecco - esclama il nostro cicerone - questa è un’altra situazione pericolosissima: io conosco la città palmo a palmo e guido ad occhi chiusi, ma un automobilista inesperto rischia di svoltare a sinistra e fare un frontale”.

Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti. Nero su bianco. Le conosce perfettamente anche il Campidoglio che nella Relazione sulla performance 2017 ha tracciato un quadro allarmante. Nell’ultimo anno solare, le denunce di incidenti stradali attribuite alle condizioni pietose della segnaletica sono state 9.253: praticamente ventisei al giorno. Mettendole in relazione con il totale dei sinistri che hanno falcidiato l’asfalto romano nello stesso periodo (30.784) scopriamo che più di un incidente su tre dipende proprio dalla scarsa manutenzione della segnaletica.

Non a caso Fabrizio Santori e Maurizio Politi, rispettivamente dirigente regionale della Lega e capogruppo delle camicie verdi in Campidoglio, invocano “l’installazione di segnaletica orizzontale in laminato plastico e di pannelli luminosi in prossimità degli attraversamenti pedonali”. Anche i fari del Codacons sono puntati sulla questione. “La segnaletica romana è in uno stato comatoso, soprattutto per il pedone, che è il soggetto debole della circolazione”, ci spiega il numero uno dell’associazione dei consumatori, Carlo Rienzi, che non esita a parlare di “corruzione”. Sì perchè, se da un lato gli interventi di manutenzione dei segnali orizzontali sono diminuti del 18 per cento, dall’altro quelli eseguiti sono sempre meno duraturi. “Abbiamo monitorato i lavori di rifacimento di alcune zebre: dopo neppure un mese erano di nuovo da rifare”, racconta Rienzi. È chiaro, insomma, che si tratta di una “truffa”, di un “imbroglio ai danni dell’erario e del cittadino”.

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