L'Atac in "ostaggio" dei rom: la chiave della cabina elettrica? In mano loro

L'Atac in ostaggio dei rom: la chiave della cabina elettrica? In mano loro
2 Novembre Nov 2018 16 giorni fa

Il surreale caso di una cabina elettrica della municipalizzata romana: per accedere i tecnici devono chiedere permesso

Salta la corrente nel deposito Atac di via Candoni a Roma? I tecnici devono chiedere permesso ai rom. È il surreale caso nel quartiere della Magliana, dove ieri sera intorno alle 23,20 il maltempo ha causato un blackout nello stabile dove vengono ricoverati i mezzi gestiti dalla municipalizzata dei trasporti.

Come racconta il Fatto Quotidiano, infatti, il personale Atac ha chiamato il numero unico per le emergenze e ha scoperto che la centralina elettrica è stata inglobata nel vicino campo rom. Insediamento autorizzato, ma che nel tempo si è allargato fino ad occupare anche il terreno - di proprietà dell'Atac - che ospita la cabina.

Non solo: la porta di accesso è stata chiusa con un lucchetto. La cui chiave è in mano a una donna che abita in un camper bianco parcheggiato lì vicino.

"Me l’hanno consegnata quelli dell’Atac", ha raccontato oggi la donna al Fatto, "Io vivo qui di fianco, mi hanno chiesto il favore. Non ci trovo niente di male. Noi la corrente, quando non manca, la prendiamo già dal campo, non abbiamo bisogno di rubarla". I responsabili del deposito invece negano: "Il deposito c’è sempre stato, il campo invece si è allargato quindi ora la sottostazione si trova all’interno dell’insediamento", dicono, "Avranno cambiato il lucchetto e fatto i loro comodi. Comunque adesso l’abbiamo cambiato a nostra volta. Ma di certo non si può lavorare così. Anche la sottostazione di Arco di Travertino è così: dobbiamo chiedere il permesso al campo rom. La cosa assurda è che all’interno dell’area della sottostazione hanno i cani da guardia".

Però nella bacheca del deposito ieri è apparso un bel cartello (pieno di errori ortografici): "Avviso: se dovesse scattare la corrente in cabbina nel campo adiacente, la chiave e dalla signora Sanelli di fronte alla cabbina eletrica".

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