Roma, rifiuta l’obolo al parcheggiatore abusivo, 25enne minacciata

Roma, rifiuta l’obolo al parcheggiatore abusivo, 25enne minacciata
2 Novembre Nov 2018 13 giorni fa

La donna aveva trovato posto in un parcheggio delimitato da strisce blu lungo viale Ostiense. Pronta a pagare, come da norma, per il posteggio, la 25enne si è rifiutata di elargire l’”offerta” all’abusivo egiziano che pretendeva fossero riconosciuti i suoi meriti nell’individuazione del posto libero. Insultata e minacciata, la donna ha dovuto richiedere l’intervento dei carabinieri

Minacciata ed insultata per essersi rifiutata di elargire l’obolo richiesto dal parcheggiatore abusivo africano, ecco perché una donna di Roma ha dovuto richiedere l’intervento delle forze dell’ordine.

L’episodio risale al tardo pomeriggio di ieri, e si è verificato lungo viale Ostiense, in una zona adibita a parcheggi delimitati da strisce blu. Il che significa che la conducente doveva comunque già sborsare del denaro per posteggiare, come da norma, la propria vettura.

Non aveva tuttavia considerato il fondamentale contributo del parcheggiatore abusivo di turno, che voleva gli fossero tributati i giusti meriti per aver segnalato il posto da occupare alla vittima designata. La ragazza, una 25enne, si è rifiutata di consegnare l’”offerta” all’africano, che per tutta risposta ha iniziato ad insultarla ed a minacciarla. Se non avesse ricevuto dei soldi in cambio del suo prezioso aiuto avrebbe, infatti, danneggiato l’autovettura della donna.

Impaurita dalle intimidazioni ricevute, la 25enne ha composto il 112 sul suo cellulare per chiedere aiuto alle forze dell’ordine. In breve sono giunti sul posto i carabinieri del nucleo radiomobile di Roma i quali, raccolta la deposizione della vittima, si sono subito messi sulle tracce dell’abusivo.

L’uomo, un egiziano di 38 anni con una lunga lista di precedenti, è stato tratto in arresto dai militari con l’accusa di estorsione. Trattenuto all’interno di una cella di sicurezza in caserma ed a disposizione dell’autorità giudiziaria, l’africano attende ora il processo per direttissima.

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