India, Nuova Delhi avvolta nello smog per colpa... dei petardi

India, Nuova Delhi avvolta nello smog per colpa... dei petardi
8 Novembre Nov 2018 10 giorni fa

La metropoli indiana è avvolta da una nube tossica causata dai fuochi d'artificio esplosi per un festival indù. La Corte Suprema ha vietato alla popolazione di accenerli, ma molti non rispettano il divieto. E la salute dei residenti è a rischio

Una festa religiosa sta mettendo a repentaglio la salute di milioni di persone. Succede a Nuova Delhi, la capitale dell'India, dove l'inquinamento di fuochi d'artificio esplosi per celebrare il Diwali ha superato di 66 volte i limiti previsti dalla legge. La metropoli indiana - dove vivono circa 16 milioni di persone - è avvolta in questi giorni da una nube tossica prodotta dai fumi emessi da milioni di petardi che continuano a essere bruciati, malgrado il divieto stabilito addirittura dalla Corte Suprema. Il problema delle polveri sottili non è una novità per le grandi città indiane.

Ma quanto sta succedendo a New Delhi non ha precedenti. In questi giorni la capitale dell'India è letteralmente immersa nello smog. Una fitta nube biancastra ricopre monumenti, palazzi e abitanti. Colpa del Diwali. Si tratta di una delle più importanti festività indù, celebrata ogni anno tra ottobre e novembre a New Delhi come nella maggior parte delle città del Paese. È nota anche come festa delle luci e infatti il popolo la anima illuminando il cielo con incredibili spettacoli pirotecnici. Che però lasciano pesanti strascichi per la salute.

Già l'anno scorso la Corte Suprema, il massimo organo giudiziario del Paese, aveva provato a porre un freno all'"entusiasmo" della gente vietando i petardi più inquinanti. Ma non è servito a niente. Secondo il Guardian, nel 2018 come nel 2017 gli abitanti di Nuova Delhi hanno sparato qualcosa come 5 mila tonnellate di fuochi d'artificio. La polizia ne ha sequestrato solo sei quintali, oltre ad avere arrestato 28 persone. "È una tradizione legata alla leggenda del ritorno del re Rama nella città di Ayodhya dopo 14 anni di esilio in una foresta: noi la festeggiamo così", la spiegazione di un insegnante di fitness della città.

Non una buona ragione però per continuare ad inquinare le aree circostanti. Le polveri, come detto, hanno superato di 25 volte i limiti stabiliti dalla legge e la nuvola di fumo prodotta dai fuochi d'artificio avrebbe raggiunto un'estensione di centinaia se non di migliaia di chilometri. La nube tossica ha finito per condizionare anche il mondo dello sport. Alcuni giocatori di cricket dello Sri Lanka hanno vomitato nello stadio cittadino, mentre un giocatore professionista di badminton ha smesso di allenarsi. Il governo è preoccupato ma non riesce a far rispettare i divieti. E intanto la salute del popolo indiano è sempre più a rischio.

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