I sondaggi in calo, M5S accelera su reddito. Di Maio: "Andrà alle imprese"

I sondaggi in calo, M5S accelera su reddito. Di Maio: Andrà alle imprese
9 Novembre Nov 2018 6 giorni fa

I sondaggi danno il M5S in calo e i vertici pensano a una riformulazione del reddito di cittadinanza. Ma devono fare i conti con il debito pubblico

Risolta la "questione" riforma della prescrizione, il Movimento 5 Stelle torna su uno dei cavalli di battaglia che più sta a cuore ai suoi elettori - e che potrebbe essere determinante nella campagna elettorale in vista delle Europee -: il reddito di cittadinanza.

Che - secondo il vicepremier Luigi Di Maio - non sarà solo un mero sussidio a chi non lavora, ma in caso di assunzione verrà convertito in sgravio fiscale per i datori di lavoro. Sgravio che durerà 3 o 4 mesi, che salgono a 5 o 6 in caso di una donna per "colmare il gap" tra lavoro femminile e maschile. "Ciò significa che creeremo un sistema di incentivi di 9 miliardi", ha detto il ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, "Ma la misura va a decrescere, non credo che alla fine del triennio avremo ancora bisogno di 9 miliardi".

Al momento nero su bianco sono state messe solo le cifre stanziate, contenute nel Documento di economia e finanza aggiornato dal governo. Ma Di Maio ha promesso che sotto Natale ci sarà un Consiglio dei ministri ad hoc. E oggi il ministro dell'Economia Giovanni Tria, parlando della manovra in commissione Bilancio, ha assiucurato che "l'attuazione del reddito di cittadinanza sarà regolata da interventi legislativi che saranno predisposti nelle prossime settimane e che definiranno la platea e le modalità di erogazione, nel rispetto tetti di spesa fissati dalla manovra".

Alla base di questa accelerata - almeno a parole - ci sarebbe però un timore, quello di perdere consensi a favore della Lega. Timore che si concretizza con i sondaggi sempre più in calo. Come racconta La Stampa, infatti, i vertici starebbero pensando di riformulare il reddito di cittadinanza puntando più sui disoccupati e meno sulle famiglie. "Meglio aiutare un neolaureato a cercare un lavoro che una casalinga", sarebbe ora il motto. Anche per ridurre l'impatto del provvedimento sui conti pubblici, dal momento che gli incentivi all'occupazione si traducono in una platea più bassa di persone che accedono al sussidio.

Allo studio ci sarebbe anche l'ipotesi di un'applicazione del reddito minimo in due tempi: un decreto attuativo approvato subito da sbandierare in campagna elettorale, ma con le prime erogazioni a data da destinarsi. Proprio come dovrebbe accadere per quota 100 Un modo per pesare il meno possibile sul deficit e abbassare così il rapporto col pil tanto contestato da Europa e mercati. sondaggi calano, la paura è tanta e i Cinque Stelle sono costretti a ripensare la natura del reddito di cittadinanza. Tra i vertici grillini desiderosi di attenuare l' immagine assistenzialista che si porta dietro la loro misura simbolo, circola questo slogan: «Più giovani disoccupati, meno famiglie». E infatti da settimane sono stati rivisti al ribasso i coefficienti del quoziente familiare. Perché, è l' esempio che si fa spesso nel M5S, «meglio aiutare un neolaureato a cercare un lavoro che una casalinga».

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