Macron sprofonda nei sondaggi e ora la Le Pen è avanti

Macron sprofonda nei sondaggi e ora la Le Pen è avanti
9 Novembre Nov 2018 12 giorni fa

Emmanuel Macron in crisi di popolarità, Il crollo, iniziato a maggio, non sembra conoscere fine. La Le Pen lo supera e spera in vista di maggio

Emmanuel Macron non può vantare di essere un presidente gradito dalla maggioranza dei francesi.

Dopo la conquista dell'Eliseo, l'indice di popolarità relativo al giovane leader non ha fatto che scendere. L'ultima rilevazione in ordine di tempo, poi, non può non arrecare ulteriore preoccupazione al mondo progressista: Marine Le Pen ha superato il fondatore de "La Republique En Marche".

La battaglia si gioca attorno a qualche decimale: il movimento di Macron è dato al 19,5%. Il tracollo ha avuto inizio a maggio scorso. Da allora il partito del presidente ha perso più di quattro punti percentuali. Marine Le Pen, nonostante il tentativo di ostruzione dei nostalgici, ha rifondato il "Front National", che nel frattempo ha cambiato nome in "Rassemblement National".

La mossa sembra aver dato qualche frutto: i sovranisti francesi hanno fatto registrare il 20% dei consensi. Poi, come riportato pure da IlMessaggero, ci sono tutti gli altri: i "Républicains", che adesso sono su posizioni molto più conservatrici rispetto ai tempi di Sarkozy e Fillon, si attestano al 15%. La sinistra di Jean - Luc Melénchon è ferma all'11%. Chiudono i Verdi e il Partito Socialista, entrambi al 7%. Il sondaggio appena descritto è opera di Elabe per BfmTv.

Sommando questi dati, si può fare un primo ragionamento: gli euroscettici d'oltralpe, tra lepenisti e massimilisti di sinistra, rappresentano almeno il 35% degli elettori. Ma c'è anche un altro elemento che potrebbe incidere sulla turnata elettorale di maggio: per l'istituto che ha stilato il sondaggio, l'impopolarità di Macron "si sta trasformando in ostilità". Quasi come se molti cittadini francesi non sopportassero più l'inquilino dell'Eliseso.

La Francia, intanto, è attraversata da una polemica sollevata per via di una frase pronunciata dal presidente a Charleville Mézière, durante le celebrazioni per il centenario della prima guerra mondiale: "Si può essere stato un grande soldato durante la Prima guerra mondiale e aver portato a scelte funeste durante la Seconda", ha detto Macron, riferendosi a Henri-Philippe-Omer Pétain, in quell'occasione.

La dichiarazione non è piaciuta al mondo riformista. Da Hollande a Jacques Attali, dal portavoce Benjamin Griveaux al ministro Schiappa, la sinistra ha polemizzato o cercato di stemperare il clima. Tutto ci si aspettava, insomma, tranne che una sorta di sdoganamento del maresciallo posto a capo del governo collaborazionista di Vichy.

"Il maresciallo Pétain, traditore della patria, è stato condannato all'indegnità nazionale - ha dichiarato a stretto giro la Schiappa, che fa parte dell'esecutivo francese - . Il Presidente della Repubblica - ha aggiunto - non ha mai immaginato di celebrarlo". Ma l'asserzione del leader di En Marche! era già rimbalzata su tutte le agenzie, dando vita a una bufera che non sembra destinata a finire in breve tempo.

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