Roma, spaccio a due passi dalla metro di Conca d'Oro. I residenti: "Qui è come San Lorenzo"

Roma, spaccio a due passi dalla metro di Conca d'Oro. I residenti: Qui è come San Lorenzo
9 Novembre Nov 2018 6 giorni fa

Anche a Conca d'Oro, nella zona nord della Capitale, è emergenza spaccio. La piazza che circonda la stazione della metropolitana brulica di tossici e sbandati e i residenti temono che il quartiere si trasformi in una nuova San Lorenzo

Un frammento video di pochi secondi restituisce l’immagine dell’ennesima periferia romana: due tossici si iniettano la loro dose di eroina in pieno giorno. Tecnicamente siamo nel quadrante nord della Capitale. Non distante da qui ci sono le vetrine di viale Libia e le villette del quartiere Coppedè. Eppure i giardini che circondano la fermata della metropolitana Conca d’Oro, inaugurata da appena sei anni, sono un sobborgo dell’anima (guarda il video).

Decine di tossicodipenti e alcolizzati li percorrono alla ricerca di un luogo più o meno nascosto dove dare sfogo alle proprie dipendenze. È un viavai di angoscia e disperazione che va avanti a tutte le ore del giorno e della notte. A terra le tracce di questo passaggio sono evidenti a chiunque voglia raggiungere lo snodo ferroviario. La gente ormai si è rassegnata a fare lo slalom tra siringhe usate, confezioni di anti-depressivi e bottiglie rotte. Solo di siringhe, noi, ne abbiamo contate quattro ed una era abbandonata proprio davanti all’uscita della metropolitana.

C’è persino chi sostiene di averne individuate “quasi centocinquanta in una settimana”. È Andrea Iacovitti, vicepresidente del comitato Le Valli-Conca d’Oro, che chiede ai media di puntare i riflettori anche su questa zona perché “per quanto riguarda vendita e consumo di stupefacenti ed alcolici non è da meno di San Lorenzo”. A recapitare la droga, secondo una ricostruzione fatta dall’esponente di Fratelli d’Italia, Manuel Bartolomeo, sarebbero “pusher stranieri che arrivano da altre zone della città proprio con la metro”. E lo spaccio, gli fa eco Iacovitti, “avviene negli esercizi che circondano la piazza: pizzerie, bar, minimarket” e “in molti casi gli esercenti sono conniventi”. Sono gli stessi che, denuncia, “in barba alle ordinanze del sindaco continuano vendere alcolici fino a tarda ora”.

In effetti non è difficile notare come fuori da alcune serrande stazionino capannelli di persone visibilmente emaciate e barcollanti. È composto da cinque uomini il gruppetto in cui ci imbattiamo verso le tre del pomeriggio. Si sono radunati di fronte ad un bar della zona e uno di loro, un italiano sulla quarantina, lo abbiamo visto qualche ora prima mentre si dirigeva in farmacia. Impossibile non notarlo: probabilmente in preda ad una crisi di astinenza, ha tagliato il piazzale della metro a passo svelto e con le braccia che roteavano in aria in modo ossessivo.

Ed è proprio il farmacista da cui si è “rifornito” di siringhe a confermarci che quell’uomo è “uno dei tossicodipendenti del quartiere”. Un habitué che frequenta i giardini di Conca d’Oro e le farmacie limitrofe da anni. “È veramente complicato - spiega allargando le braccia - avere a che fare con loro: sono insofferenti ed instabili”. Il rischio, insomma, è di dire o fare qualcosa di sbagliato ed “inasprire i rapporti”. Ecco perché in questa farmacia le siringhe vengono regalate ed ai tossici viene concesso di salare la fila. Un sistema che serve anche a mettere al riparo l’esercizio da eventuali rapine.

“Nella zona - racconta il farmacista - sono state prese di mira diverse farmacie e spesso si è trattato di tossicodipendenti alla ricerca di soldi per compare la droga”. E non è un caso che anche gli scippi siano abbastanza frequenti e che “le vecchiette del quartiere abbiano paura ad uscire di casa”. Due giorni fa, ad esempio, è toccato ad una ragazza. Lo racconta lei stessa sulla pagina Facebook del comitato Le Valli-Conca d’Oro: “Sono stata rapinata questa mattina in viale Val Padana da due uomini con la pelle olivastra”. Il suggerimento è quello di “fare attenzione”, perché anche questo fazzoletto di città è diventato terra di nessuno.

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