"Vi farò ridere anche con la fame"

Vi farò ridere anche con la fame
9 Novembre Nov 2018 5 giorni fa

Il monologo di Annagaia Marchioro sulle ossessioni per il cibo

Al pubblico, evidentemente, è rimasto l'appetito. Dopo il successo raccolto a febbraio scorso, Annagaia Marchioro torna al Teatro Leonardo fino all'11 novembre con Fame mia, monologo divertente ma pensante tratto dal bestseller «Biografia della fame» di Amélie Nothomb. Diretto da Serena Sinigaglia, lo spettacolo vede assoluta protagonista l'attrice comica veneziana, reduce dal cast televisivo di Saturday Night Live accanto a Claudio Bisio epperò dotata di una solida gavetta in palcoscenico. Fame mia è un racconto tragicomico su passione e ossessione per il cibo, e sugli eventuali disturbi alimentari che ne conseguono. «La comicità apre porte inaspettate, e raggiunge l'obbiettivo ci spiega Annagaia Marchioro A fine spettacolo un giorno uno spettatore mi disse che aveva le lacrime e non ricordava più se fossero per le risate o la commozione. Il potere catartico della comicità non fine a sé stessa fa proprio questo, perché ridere è una forma di partecipazione.

Se la tragedia, in teatro, ha a che fare con il destino e la sua ineluttabilità, pensiamo a Edipo, la comicità è lo scarto di alto, è l'imprevisto. È la buccia di banana su cui scivoli. Tutto ciò dà libertà all'attore e allo spettatore». Nel monologo, l'attrice e autrice inserisce riferimenti autobiografici: «Ci sono passata, eccome, dall'ossessione del cibo - spiega Oggi posso dire di avere un rapporto più sereno. Il cibo non è poi solo questione privata, oggi lo si è reso intrattenimento, ed è un errore: lo si tratta in modo banale. Il cibo non uno show: è ricordo, affetti, desiderio, convivio e anche, purtroppo, penuria». Il ritorno sulle scene di Fame mia è un buon segno: «Un mio vecchio maestro alla Paolo Grassi mi diceva che, per testare la validità di uno spettacolo, si deve attendere l'ottava replica spiega Annagaia Marchioro Solo allora capisci pregi e difetti reali del meccanismo». Evidentemente, il meccanismo funziona.

Sul perché l'ossessione per il cibo condizioni più le donne, generando disturbi alimentari, la bella attrice veneziana dice: «Oltre ai condizionamenti estetici e culturali che pesano di più sulle donne, si deve andare alle radici dell'educazione della donna nei secoli. Mentre l'uomo riversava la sua aggressività all'esterno, nelle risse e in guerra, noi donne abbiamo ripiegato su casa, rapporti famigliari e noi stesse. L'aggressività si è declinata in autodistruzione». Dal 15 al 25 novembre, Annagaia Marchioro tornerà su un altro palco, al Carcano con «Alla mia età mi nascondo ancora per fumare».

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