Ancelotti, il leader calmo che ha stregato Napoli: "E Mou ha fatto bene..."

Ancelotti, il leader calmo che ha stregato Napoli: E Mou ha fatto bene...
10 Novembre Nov 2018 5 giorni fa

Ha conquistato i tifosi e fatto dimenticare Sarri «Capisco José, inccettabile ricevere insulti per 90'»

Non c'è dubbio sul fatto che il gesto di ieri in conferenza abbia ulteriormente accresciuto l'empatia tra Ancelotti e la sua nuova dimora. Napoli gli sta entrando nella pelle come lui ha fatto breccia in quella dei tifosi, che sembravano essersi tatuati solo a immagine e somiglianza del comandante Sarri. Portarsi la mano all'orecchio in perfetto stile Mourinho è il terzo messaggio in tre giorni in partenza da Napoli, destinazione la Torino bianconera: «Non è bello essere offeso per novanta minuti, purtroppo la cultura dell'insulto è una caratteristica italiana. Il gesto di Mou ci può stare perché era ironico e non volgare».

Carletto lo sperimenta ogni volta che mette piede allo Stadium, l'ha ricordato due giorni fa: «Evidentemente non ero simpatico a qualcuno dei piani alti». E poi non è più una novità il botta e risposta quasi continuo, tra l'ironia e lo sfottò, che le due società si scambiano sui social. «Oggi non si gioca ma non possiamo dimenticare che sette giorni fa abbiamo battuto il Napoli» twittò la Juve, da Castel Volturno hanno replicato con il terzo messaggio, ancora con un cinguettio «Siamo l'unica squadra italiana imbattuta in Champions».

Sono mutati i modi di comunicare. È raro che Ancelotti eviti una conferenza, a differenza del suo predecessore, cosa che ha accelerato il processo di inserimento nel tessuto calcistico della città. Sono però soprattutto i risultati, perché alla fine contano solo questi, che stanno allontanando da Napoli il fantasma ingombrante di Sarri. Un anno fa di questi tempi gli azzurri avevano alzato bandiera bianca in Champions, puntando dritti sul campionato, oggi Ancelotti comanda il girone e può far fuori una tra Liverpool e Psg, tra le favorite per la vittoria finale.

Il leader calmo però ha parole dolci per il comandante: «Sarri non ha solo arato il terreno, il suo lavoro a Napoli è stato straordinario. Io lo sto semplicemente portando avanti». Con una filosofia nuova, meno tensioni, rotazioni in squadra e non titolarissimi, gestione più familiare dello spogliatoio. Che non significa ovviamente abbassare la guardia.

«Genova stasera è una prova di maturità per la squadra: qui abbiamo subìto l'unica batosta della stagione, qui vogliamo proseguire l'inseguimento alla Juventus. È facile trovare stimoli e concentrazione contro il Psg, bisogna fare lo stesso se di fronte hai un avversario in difficoltà e uno stadio pronto a sostenerlo. Saremo al cento per cento soltanto se dimostreremo maturità». Ecco perché stasera non ci sarà turnover massiccio: «Mertens ha recuperato, Milik ci può essere utile perché ho bisogno di fisicità: è giusto che ognuno voglia giocare ma sono io che decido quindi non aspettatevi troppi cambi. L'importante è vincere perché non mi aspetto regali da nessuno».

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