Lo sport non fa poi così bene, 180mila ricoveri l’anno

Lo sport non fa poi così bene, 180mila ricoveri l’anno
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10 Novembre Nov 2018 10 novembre 2018

Ginocchia, spalle e caviglie finiscono spesso sotto esame per traumi dovuti all'attività fisica

Che lo sport faccia bene viene ripetuto in continuazione. Che l’attività fisica non uccida anche. Anzi, ci manterrebbe giovani e in buona salute. Ma gli infortuni per chi la pratica sono quasi all’ordine del giorno. Per l’esattezza nel nostro Paese sono 180mila i ricoveri annuali dovuti all’attività sportiva. La parte del corpo maggiormente interessata è il legamento crociato del ginocchio e i più colpiti sono gli uomini, ben i due terzi. Anche spalle e caviglie non se la cavano meglio, 65mila lussazioni per le prime e 35mila distorsioni per le seconde. Uomini, circa l’80%, troppo sportivi che si fanno più male rispetto alle donne, il 15%. Questi dati sono stati comunicati durante il 103° Congresso nazionale della Società italiana di ortopedia e traumatologia.

Biagio Moretti e Vincenzo Caiaffa, presidenti del Congresso hanno spiegato che “le instabilità articolari coinvolgono nella maggior parte dei casi la spalla (30% dei casi), il ginocchio (35%), il rachide lombare (25%) e la caviglia (il 10%), nei quali la condizione di precaria stabilità favorisce l’insorgenza di artrosi evolutiva” in Italia vengono eseguiti più di 57mila interventi per ridare stabilità a un ginocchio malandato, 36mila per asportare la cartilagine semilunare e 21mila per riparare i legamenti. Anche la spalla risente spesso di questa voglia di attività fisica maschile. Lussazione e instabilità registrano fino a 98,3 su 100mila soggetti interessati annualmente , quelli maggiormente colpiti sono i giovani maschietti. In particolar modo ragazzi tra i 20 e i 29 anni. Allarme riconoscibile di una lesione legamentosa è il forte dolore unito all’impossibilità di compiere il gesto specifico. In aiuto ai giovani sportivi arrivano le tecniche mini-invasive della chirurgia artroscopica, che oltre ad alleviare il dolore facilitano il recupero dopo l’intervento. “Tuttavia il grado di insuccessi e di recidive rimane ancora elevato, in particolare nella popolazione giovanile. Pertanto, ampio è l’ambito di discussione e repentina l’introduzione di nuove e più efficaci tecniche chirurgiche e di protocolli riabilitativi mirati a ridurre il numero di complicanze” hanno aggiunto i presidenti del Congresso. Se proprio vogliamo fare attività fisica cerchiamo di non esagerare e al primo dolore fermiamoci. Un controllo dall’ortopedico è d’obbligo per evitare di peggiorare la situazione.

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