Sacchi su Milan-Juventus: ''Così si ferma Cristiano Ronaldo...''

Sacchi su Milan-Juventus: ''Così si ferma Cristiano Ronaldo...''
10 Novembre Nov 2018 8 giorni fa

Arrigo Sacchi è intervenuto sul big match di domenica sera Milan-Juventus, con un prezioso consiglio tattico ai rossoneri: ''Bisogna far arrivare pochi palloni a Cristiano Ronaldo''

Come sempre interessanti le parole di Arrigo Sacchi, intervenuto sul big match di domani sera Milan-Juventus.

L'ex allenatore del grande Milan, intervistato dalla Gazzetta dello Sport, ha dispensato preziosi consigli alla sua ex squadra: ''Non pretendo che il Milan pressi là in attacco, ma non vorrei nemmeno vederlo difendersi nella sua area. Mi accontenterei di una via di mezzo. L’equilibrio in fase di non possesso può essere la chiave della sfida''.

Ha però più di un dubbio che i rossoneri riescano a reggere l'urto della superiorità fisica e tecnica della Juventus: ''Quello che mi chiedo è: fisicamente il Milan riuscirà a reggere il confronto? Gattuso finora ha compiuto un lavoro enorme, soprattutto a livello psicologico: ha ridato dignità a una squadra che l’aveva smarrita, ha fatto capire ai giocatori che cosa significa essere al Milan. Però la Juve ha un potenziale enorme. Ha uomini che, in un lampo, possono decidere il risultato. Non soltanto Cristiano Ronaldo, ma anche Dybala, Cuadrado, Mandzukic, e scusate se me ne dimentico qualcuno. Campioni fantastici''.

Prezioso il consiglio tattico su come fermare Cristiano Ronaldo, l'uomo più pericoloso dei bianconeri: ''Con la squadra. Quando il mio Milan giocava contro il Napoli di Maradona, io dicevo: l’importante è fargli arrivare pochi palloni, meno di quelli che gioca di solito. E si può arrivare a questo risultato soltanto attraverso il pressing. Se fai in modo che Cristiano non sia alimentato, lo togli dalla partita perché lui è un terminale''.

Importanti le parole di stima e di apprezzamento nei confronti di Rino Gattuso: ''Ringhio è un fenomeno, credetemi. Ha dato un’anima al Milan, ha portato orgoglio, senso di appartenenza. E poi fa praticare un buon calcio, propositivo: al Milan mancano soltanto un po’ di velocità e un po’ di pressing. Però questi ragazzi non mollano mai, vincono le partite anche all’ultimo secondo. E Rino è uno che dà la vita per il calcio e per i suoi giocatori''.

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