Facebook adesso vuole sapere anche con chi viviamo

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22 Novembre Nov 2018 26 giorni fa

Nuovo algoritmo per creare spot su misura per ognuno di noi

Facebook non si ferma e vuole in ogni modo entrare prepotentemente nella nostra vita, e soprattutto nella nostra privacy. E’ stato messo a punto dal Social un nuovo algoritmo per riuscire a sapere ogni utente con chi condivide la casa e la sua vita. Zuckerberg non sembra quindi particolarmente intimorito dai vari scandali che hanno interessato la sua piattaforma. Nè quelli legati alla raccolta dati degli utenti iscritti al sito, né la falla nella sicurezza che ha divulgato numerose informazioni private. E’ infatti di recente creazione lo strumento che potrà permettere a Facebook di scoprire i familiari presenti all’interno del social. Riuscirà a catalogare vari gruppi di persone e a capire il legame che esiste tra loro. In questo modo Facebook potrà carpire diverse informazioni sui suoi utenti. Come per esempio quanti membri vi sono in un nucleo familiare, gli interessi che questi hanno e le abitudini che li uniscono. E tramite queste info potrà anche capire se il gruppo è legato dal dna, da studi universitari o da un’unione sentimentale.

Inoltre questo nuovo strumento sarà in grado di sapere esattamente in che modo ogni componente accede al web. Probabilmente questo studio verrà utilizzato per creare campagne pubblicitarie ad hoc e post personalizzati. Secondo alcune voci potrebbe essere utilizzato in futuro anche da Instagram. Il calcolo usato è abbastanza semplice. Facebook dovrà solo tenere d’occhio la frequenza con cui gli utenti pubblicano foto insieme, postano commenti e interagiscono più frequentemente con determinate persone, rispetto ad altre. Potrà anche visionare i post passati, la cronologia delle amicizie, i contenuti dei messaggi e molte altre funzioni. Tutto questo per conoscere i nomi dei nostri familiari. Il Social network per il momento ha ammesso di aver creato questo programma anche se non ha detto quando e se entrerà in funzione. Con ogni probabilità verrà venduto alle aziende per fare campagne pubblicitarie mirate. Non è difficile immaginare che questo comporterà una nuova battaglia e altre denunce relative alla privacy. Ma Zuckerberg non sembra preoccuparsene più di tanto.

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