In tavola il pesce certificato con il marchio blu di MSC

Sostieni il progetto Conflitti da non dimenticare su Gli Occhi della Guerra
28 Novembre Nov 2018 20 giorni fa

L'organizzazione non profit traccia i prodotti ittici a garanzia del consumatore. La situazione in Italia

Viviana Persiani

Marine Stewardship Council (MSC Pesca Sostenibile) è una organizzazione non-profit, globale e indipendente, nata per tutelare il futuro dei mari. Il programma di etichettatura e certificazione MSC serve a premiare e riconoscere le migliori pratiche di pesca, contribuendo a creare un mercato di prodotti ittici sostenibile per tutelare la salute degli oceani. È il famoso marchio blu, tramite il quale i consumatori possono andare sul sicuro nell'acquistare realmente prodotti ittici realizzati con materia prima proveniente da pesca sostenibile. Si pensi che in 20 anni di attività, il 12,5% del pescato in mare è stato certificato secondo gli standard MSC. Come avviene questa certificazione?

Il percorso dal mare al piatto, si svolge su due diversi piani: la certificazione in acqua, e la successiva certificazione della catena di custodia. Per quanto riguarda la prima, si tratta di un processo che dura circa 18 mesi ed è piuttosto complesso. La valutazione riguarda la sostenibilità della pesca, secondo tre criteri fondamentali: la salute a lungo termine dello stock ittico; l'impatto dell'attività di pesca sull'ecosistema; la gestione efficace dell'attività di pesca, incluso il rispetto di tutte le leggi locali, nazionali e internazionali.

Per quanto riguarda l'Italia, è stata ufficializzata in luglio la certificazione di O.P. Bivalvia Veneto, una flotta artigianale che pesca vongole nei distretti marittimi di Venezia e Chioggia. Si tratta della prima certificazione MSC in Italia e in tutto il Mediterraneo. Un buon punto di partenza che, si spera, sia solo il primo di molti altri, perché il Mediterraneo, in cui oltre il 90% degli stock ittici valutati sono sovrapescati, ha bisogno di un grande impegno verso la sostenibilità.

Anche per questa condizione del Mediterraneo, a oggi il consumo di pesce in Italia è costituito in gran parte da prodotti d'importazione.

Successivamente, la materia prima, per poter arrivare sugli scaffali dei supermercati o sulle nostre tavole con il marchio blu, viene tracciata in ogni sua fase di trasformazione e stoccaggio.

In questo modo, la certificazione «Catena di Custodia» assicura che la materia prima da pesca sostenibile non venga confusa con quella non certificata, e consente di conoscere il viaggio di ogni prodotto ittico certificato, dal mare al piatto. In questo modo, attraverso il marchio blu, il consumatore può rapidamente identificare e riconoscere i prodotti che cerca, senza dover fare complesse valutazioni su taglia minima, attrezzo e area di pesca.

A oggi, in Italia, sono quasi 800 i prodotti certificati con marchio blu reperibili a scaffale (a fronte dei quasi 30mila a livello mondiale) tra cui spiccano i surgelati, grazie a un impegno costante di aziende come Findus, che solo nel 2017 ha lanciato 27 prodotti col marchio blu, arrivando a certificare l'80% dei suoi volumi di prodotti a base pesce.

Commenti

Commenta anche tu