Roma, Pro Vita si imbavaglia e chiede le dimissioni della minisindaca "abortista"

Roma, Pro Vita si imbavaglia e chiede le dimissioni della minisindaca abortista
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29 Novembre Nov 2018 17 giorni fa

Questa mattina i volontari dell'associazione Pro Vita hanno fatto irruzione in primo municipio per chiedere le dimissioni della minisindaca "abortista" che aveva "imbrattato il manifesto in difesa del nascituro esposto nella nostra vetrina affacciata sulla strada"

Dopo quella “azione indegna”, l’associazione Pro Vita invoca le dimissioni di Sabrina Alfonsi, minisindaca dem del primo municipio, facendo irruzione in consiglio municipale.

La polemica infuria da giorni ed ha fatto breccia anche tra i consiglieri della Lega e del Movimento 5 Stelle, pronti a votare compatti una “mozione di censura con conseguente richiesta di dimissioni” preparata da Fratelli d’Italia. È cominciato tutto da un blitz, quello con cui la Alfonsi, alla testa di un gruppetto di femministe, ha “imbrattato” con dei cartelli in difesa della 194 il manifesto anti-aborto affisso all’interno dei locali dell’associazione di viale Manzoni. “Un vero e proprio assalto alla nostra sede”, aveva commentato il numero uno di Pro Vita, Toni Brandi, denunciando la natura “contraddittoria” dell’azione: “Quale libertà chiedono se non concedono a una libera associazione in un libero municipio di affiggere quel che vuole?”.

Ed oggi ha ribadito il concetto presentandosi in via della Greca, assieme ad una pattuglia di volontari, con un bavaglio sul viso e uno striscione con la scritta “Alfonsi dimettiti”. “Siamo scesi in campo in difesa della libertà di dire la verità sul valore della vita” e “per sostenere la richiesta di dimissioni del presidente Alfonsi”, ha dichiarato Brandi. “Una rappresentante istituzionale del municipio - ha aggiunto il presidente di Pro Vita - non può permettersi di compiere azioni indegne che non rappresentano l’intera cittadinanza ma solo qualche ex femminista radical chic e abortista”.

A stretto giro è arrivata la replica della diretta interessata. “Quella dell’autodeterminazione delle donne in materia di aborto - ha detto la Alfonsi - è una battaglia delle nostre madri e non può che essere anche la nostra”. E ancora: “Gli attacchi che ho ricevuto in questi giorni dimostrano che siamo sulla strada giusta”.

“La Alfonsi ormai si è ridotta a fare la gruppettara dei centri sociali”, commentano i consiglieri di Fratelli d’Italia, Maurizio Esposito e Stefano Tozzi, che definiscono “la trovata della minisindaca come un tentativo disperato di aggregare i gruppi dell’estrema sinistra in vista del congresso del Pd”.

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