Come ottenere il 6% da Piazza Affari

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2 Dicembre Dic 2018 11 giorni fa

Un portafoglio di 12 titoli solidi che, grazie alle cedole, garantisce un rendimento record

Dall'inizio dell'anno a fine novembre l'indice Ftsemib ha evidenziato un calo del -12,3%: dal massimo di maggio la perdita è addirittura del 22 per cento. Eppure quest'anno le operazioni di M&A (fusioni ed acquisizioni) del private equity con target aziende italiane non quotate ha registrato i volumi più elevati degli ultimi 15 anni.

Questo sembrerebbe in netta contraddizione con il basso gradimento di Piazza Affari. Ma in realtà rivela che le attuali quotazioni delle azioni italiane in Borsa risentono in modo eccessivo non soltanto (come per tutte le altre piazze finanziarie europee) delle preoccupazioni che aleggiano sui mercati internazionali per la guerra commerciale, la forza del dollaro, la caduta del prezzo del petrolio e del rialzo dei tassi USA. Sul listino italiano anche il braccio di ferro tra il governo Lega 5Stelle e Ue sulla legge di bilancio 2019 ha aggiunto un carico di sfiducia.

La disaffezione degli investitori verso i titoli azionari italiani ha però fatto emergere diverse situazioni nelle quali titoli di aziende di alta qualità dai solidi fondamentali esprimono un rendimento da dividendo (dividend yield) di tutto rispetto, molto superiore al 3,2% che offre oggi un Btp decennale. Abbiamo provato ad allestire un portafoglio con una dozzina di blue chips di Piazza Affari che in media dovrebbero garantire un flusso di cedole nel 2019 del 6,3% lordo, ovvero del 4,66 al netto delle ritenute fiscali.

Prima di entrare nel dettaglio di alcuni di questi titoli vale la pena ricordare che, sebbene i dividendi 2019 dovrebbero risultare piuttosto generosi, l'orizzonte temporale consigliato per questi titoli è di 3-5 anni: nessuno può infatti escludere che, nonostante le valutazioni attuali siano già sacrificate, l'anno prossimo le quotazioni possano scendere ancora come già accaduto nel corso del 2018.

Per quanto riguarda i titoli selezionati il focus è su Fca. «Grazie alla chiusura della cessione di Magneti Marelli è stato annunciato un dividendo straordinario di 2 miliardi al quale va ad aggiungersi una cedola ordinaria di almeno il 20% dell'utile» fa presente Roberto Russo, ad di Assiteca Sim. Secondo il quale il titolo Fca, che non ha debiti è, all'interno del settore automotive, quello più a sconto in assoluto a livello mondiale. Inoltre è poco sensibile alle vicende finanziarie strettamente italiane.

A proposito di questioni nostrane, nel caso del titolo Intesa Sanpaolo resta un pericolo di «speculazione» se lo spread resta alto o cresce ulteriormente, in quanto i Btp detenuti dall'istituto pesano negativamente sul settore bancario e anche sul titolo Intesa. Tuttavia, in ottica di 3-5 anni, il prezzo di Intesa dovrebbe salire dalle attuali quotazioni sacrificate. Anche perché, secondo Russo, si tratta della migliore banca a livello europeo in fatto di pulizia di bilancio mentre dal punto di vista della valutazione quota oggi all'80% dei propri mezzi propri.

Per quanto riguarda invece Eni e Enel , i loro prezzi risultano penalizzati rispetto al valore intrinseco ma evidenziano dividendi sostenibili nel tempo. Enel, come fanno notare Stefano Bezzato e Vincent Gilles analisti di Credit Suisse, ha migliorato la politica delle cedole ai soci: il piano dei dividendi, che è stato esteso al 2021, prevede una cedola annua compresa tra 0,32 e 0,36 euro per azione, pur mantenendo un payout del 70%.

Generali, dal canto suo, ha archiviato il periodo peggiore facendo pulizia nel bilancio. E i fondamentali del gruppo sono solidi: politica dei dividendi confermata e sostenibile. Snam e Terna, invece, offrono un dividendo più generoso rispetto al Btp decennale a fronte di una solidità patrimoniale e di business confermata anche durante gli ultimi sei mesi. Per contro le loro valutazioni non si possono definire a sconto e quindi è difficile ipotizzare una rivalutazione del prezzo di una certa consistenza nei prossimi 6-12 mesi.

Fineco, Banca Generali e Banca Mediolanum hanno tre diversi modelli di business ma restano leader in un settore, quello del risparmio gestito, che ha dimostrato di sapersi difendere anche in un difficile contesto sui mercati come quello di quest'anno. Infine, Poste. Vanta una forte barriera d'ingresso che penalizza la concorrenza e evidenzia un dividendo sostenibile ma ha limitati potenziali di rialzo.

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