Lo schiaffo grillino a Salvini: il dl Sicurezza bocciato a Roma

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4 Dicembre Dic 2018 9 giorni fa

Il Comune di Roma approva la mozione pentastellata che boccia il decreto sicurezza. Tutto, secondo fonti di Palazzo Senatorio, con il benestare di Luigi Di Maio

Il decreto sicurezza convertito dalle Camere mercoledì scorso e firmato ieri dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, continua a dividere il governo gialloverde.

Il nuovo schiaffo a Matteo Salvini arriva da Roma, con l’approvazione in Aula Giulio Cesare di una mozione che impegna la sindaca Virginia Raggi a “chiedere al ministro dell'Interno e al Governo di aprire un confronto istituzionale con Roma e le città italiane" per "valutare le ricadute concrete” del decreto “in termini economici, sociali e sulla sicurezza dei territori". Un testo dai toni durissimi, che critica aspramente il decreto voluto dal capo del Viminale, e che è stato approvato da quasi tutto il gruppo consiliare pentastellato. Ad approvare la mozione, infatti, sono stati 22 consiglieri grillini su 28.

"Gli effetti di questo decreto potrebbero essere devastanti per il nostro territorio”, ha attaccato la prima firmataria, Agnese Catini, da sempre schierata a sinistra, con i critici del provvedimento. “È stato stimato che con l'applicazione di questo decreto circa mille persone rischiano di uscire dal sistema Sprar”, ha spiegato. E Roma, città dell’accoglienza, legale, ma soprattutto informale, non può permetterselo. Per questo nel testo si chiede alla Raggi di produrre "gli atti necessari a mitigare gli effetti del decreto in termini di diritti sia per i cittadini, sia per le persone accolte e di incrementare le politiche di accoglienza ed inclusione sociale".

Secondo i sostenitori della fronda anti-Salvini, insomma, il decreto voluto dal ministro dell’Interno rischierebbe di aumentare "la presenza di stranieri irregolari, favorendo marginalità estreme, occupazioni e illegalità". Un allarme, questo, lanciato anche dall’assessore alle Politiche Sociali del Comune di Roma, Laura Baldassarre, all’epoca della discussione in Parlamento.

L’Huffington Post rivela, inoltre, come lo stesso leader pentastellato, Luigi Di Maio fosse a conoscenza della congiura. E di come, pur avendo espresso le sue riserve, non avrebbe fatto nulla per fermare l’operazione. Forse per non creare ulteriori spaccature all’interno del Movimento, la cui anima resta critica sulle misure contenute del decreto.

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