Svolta nella violenza alla stazione di Saronno: un video e il Dna incastrano un 22enne italiano

Svolta nella violenza alla stazione di Saronno: un video e il Dna incastrano un 22enne italiano
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4 Dicembre Dic 2018 04 dicembre 2018

Per l'arresto decisive le telecamere di sicurezza e un'impronta digitale

Quel 23 settembre (era domenica), in un sottopasso della stazione Saronno sud (Varese), stava solo fingendo di avere una pistola in tasca. E a 22 anni, di fronte a una ragazza appena 16enne, ha avuto gioco facile. Quando però, dopo lo stupro e, trascorsi due mesi e mezzo, era probabilmente ormai convinto di averla fatta franca, ieri all'alba nell'abitazione comasca di Rovello Porro dove abita lo zio e lui dorme saltuariamente, si è trovato davanti i carabinieri della compagnia di Saronno. Che accusandolo di violenza sessuale aggravata, lo hanno portato in stato di fermo in carcere a Busto Arsizio.

Ragazzo non particolarmente sveglio Domenico Z. O solo superficiale, ammesso che i due epiteti in questa particolare situazione non abbiano fin troppo in comune. È incomprensibile infatti come abbia solo potuto non riflettere sul fatto che prima o poi, con l'accentuazione dei sistemi di videosorveglianza negli scali ferroviari, un tipo come lui, che ha abusato di una minorenne, non sarebbe stato riconosciuto e successivamente individuato. E inoltre che lei stessa, la vittima, a sua volta non lo avrebbe descritto con dettagli circostanziati («ha messo da parte la paura e ha agito con grande coraggio» hanno detto i carabinieri, ndr) agli investigatori, peraltro particolarmente scrupolosi e pronti a indagini serrate in casi come questi. I militari di Saronno infatti, oltre a visionare centinaia e centinaia di filmati e a concentrarsi su tutti gli album fotografici di giovani che, come Domenico Z., non solo hanno precedenti di polizia per minacce, ma anche per danneggiamenti proprio a bordo di treni, oltre ad avvalersi dell'aiuto e del rinforzo investigativo di altri colleghi, quelli milanesi della stazione di Solaro, hanno anche immediatamente cercato di rintracciare e repertare delle tracce biologiche affidandosi ai Ris di Parma.

Così sono state prima le immagini delle telecamere e subito dopo il Dna, a tradire questo giovane di origini brindisine. Gli spezzoni dei filmati delle telecamere hanno immortalato il ragazzo che, sin dalla stazione ferroviaria brianzola di Ceriano Laghetto, stava seguendo la 16enne ed era quindi salito dopo di lei sul treno con una bicicletta. L'aveva poi avvicinata. E non aveva nemmeno tentato di non dare troppo nell'occhio. Al punto che era riuscito ad attirare l'attenzione di altri due passeggeri che - accortisi che la ragazza, scesa dal treno, sembrava pronunciare la parola «aiuto» a fior di labbra - avevano telefonato al 112. Nel frattempo però il 22enne l'aveva già costretta a scendere alla stazione di Saronno sud. E sempre tenendo la mano in tasca dove, mentre le sibilava in un orecchio, «guarda che ho una pistola», l'aveva obbligata a raggiungere il sottopasso.

Il profilo genetico di Domenico Z., confrontato con migliaia di altri in banca dati, è stato isolato grazie a una impronta trovata sia su una parete del sottopasso nel punto in cui c'è stato l'abuso, che su un maniglione antipanico.

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