A Napoli, la sede gemella della Scuola Superiore Normale di Pisa

A Napoli, la sede gemella della Scuola Superiore Normale di Pisa
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6 Dicembre Dic 2018 10 giorni fa

La commissione Bilancio della Camera dei Deputati ha istituito, in maniera sperimentale, a partire dal 2019 e per un triennio, la succursale napoletana, denominata Scuola Normale Superiore Meridionale. Ma il sindaco di Pisa è contrario

A partire dall’anno accademico 2019-2020, la Scuola Normale Superiore di Pisa aprirà una propria sede a Napoli. La prestigiosa Università, tra le più rinomate al mondo, guarda al sud e, per la prima volta nella sua storia, si affaccia fuori dalla Toscana. Non si tratta di un trasferimento, la storica sede rimarrà al suo posto, a Pisa, dove hanno studiato e si sono laureati tre premi Nobel (Fermi, Rubbia e Carducci) due Presidenti della Repubblica (Gronchi e Ciampi) e un esercito di filosofi, archeologi, matematici, fisici e chimici.

L’idea è quella di allargare i propri confini territoriali con una succursale e Napoli, città culturale per eccellenza, è il luogo prescelto dal rettore dell’Ateneo, Vincenzo Barone La commissione Bilancio della Camera dei Deputati ha istituito, in maniera sperimentale, per un triennio, la sede napoletana, denominata Scuola Normale Superiore Meridionale.

Al termine dei tre anni la Scuola, dopo aver ricevuto le valutazioni positive dell’Anvur e ottenuto le coperture finanziarie necessarie, potrebbe essere confermata in maniera stabile. Per il momento, sono previsti i seguenti fondi Mef: 8 milioni di euro per il 2019, 21 milioni per il 2010 e 18 milioni per il 2021.

La gemella meridionale della Normale pisana dovrebbe essere a numero chiuso, aperta solo ai veramente meritevoli, con la possibilità di accedere a generose borse di studio solo dopo un rigido e severo esame di ammissione. L’idea è di istituire un ciclo di laurea magistrale e un dottorato. I percorsi spazieranno, secondo le prime indiscrezioni, dalla “Blue Economy” per la valorizzazione dell’economia del mare, all’approfondimento sul rischio ambientale ed edilizio, fino a percorsi che valorizzino i beni culturali digitali. Questo l’obiettivo del rettore dell’Università toscana Barone, che sta dialogando ormai da tempo con il rettore dell’Università Federico II di Napoli, Gaetano Manfredi, per stabilire i dettagli e concretizzare un’apertura che si prospetta rivoluzionaria.

Intanto c'è chi si oppone strenuamente a questo progetto, come il sindaco di Pisa, Michele Conti. "Non è smembrando una delle eccellenze del mondo universitario di questo Paese - dice - che si favorisce la ricerca o la divulgazione delle conoscenze. La maggioranza di governo ci ripensi, si ravveda, faccia marcia indietro sull'istituzione di un inutile distaccamento meridionale".

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