La dichiarazione del Consiglio Ue sull'antisemitismo

La dichiarazione del Consiglio Ue sull'antisemitismo
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6 Dicembre Dic 2018 10 giorni fa

Impegna gli Stati membri, la Commissione europea e l’Europol a prendere le iniziative per garantire ai cittadini, alle comunità e alle istituzioni ebraiche in Europa la necessaria sicurezza. Non è soddisfatto il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu che voleva collegato l'antisemitismo all'antisionismo

Il Consiglio dell’Unione europea ha approvato un'importante dichiarazione sull'antisemitismo nel corso della giornata del 6 dicembre 2018.

Uno dei principali organi legislativi dell'Ue, che ha sede a Bruxelles, ha impegnato gli Stati membri, la Commissione europea e l’Europol a prendere le iniziative per garantire ai cittadini, alle comunità e alle istituzioni ebraiche in Europa la necessaria sicurezza.

La dichiarazione è stata messa all'ordine del giorno e promossa dal Cancelliere austriaco Sebastian Kurz, il cui paese detiene la presidenza di turno del Consiglio europeo.

Il documento intende far risaltare anche la commemorazione della Shoah e le iniziative di sensibilizzazione sulle violenze antisemite, anche quelle che vengono diffuse online, compresi i contenuti che difendono gli attacchi antisemiti.

La Dichiarazione include il riconoscimento che le comunità ebraiche in alcuni Stati membri dell'Ue si sentono particolarmente vulnerabili a seguito dell'aumento degli attacchi terroristici e degli incidenti violenti. Rileva, inoltre, "con viva preoccupazione" che la situazione per il popolo ebraico non è sostanzialmente migliorata e che l'odio antisemita rimane diffuso e, ancora, che l'antisemitismo può essere mascherato sotto la copertura di opinioni politiche.

"Questa è una dichiarazione senza precedenti, ed è stata una delle priorità della Presidenza austriaca. L'Ejc si è impegnata lavorando a stretto contatto e attivamente con tutte le parti interessate. Ci siamo dati da fare per garantire che questa storica opportunità si concretizzasse", ha detto il presidente dell'European Jewish Congress (Congresso ebraico europeo) Viatcheslav Moshe Kantor. "Questa dichiarazione rafforza gli strumenti legislativi necessari ai governi per combattere l'odio e l'intolleranza. Ora speriamo che ogni Stato membro dell'Ue adotterà l'azione necessaria e appropriata e che la Commissione europea e il Parlamento europeo seguiranno i progressi compiuti da ogni stato contro l'antisemitismo".

Anche Ronald S. Lauder, presidente del Wjc (World Jewish Congress), il Congresso ebraico mondiale, ha espresso la sua soddisfazione, chiedendo la nomina di un "coordinatore per la lotta contro l’antisemitismo", per dare seguito alla dichiarazione del Consiglio europeo. Lauder ha spiegato che il suo movimento ha organizzato un centinaio di incontri con i funzionari e i rappresentanti degli stati membri dell’Ue per "spiegare l’importanza cruciale dell’adozione della dichiarazione".

In attesa di passi in avanti anche in merito alla discriminazione, a volte silenziosa, che vivono i cattolici in Europa, il documento approvato il 6 dicembre non ha soddisfatto il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, che ha chiesto all'Ue di collegare l'antisemitismo all'antisionismo, adottando la definizione operativa di antisemitismo pubblicata dall'International Holocaust Remembrance Alliance.

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