Nei capannoni di via Tertulliano una factory dedicata alla danza

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6 Dicembre Dic 2018 7 giorni fa

Oltre ai corsi, la produzione di festival come la rassegna Exister

All'inizio per gli allievi della Dance House Più non sarà facile trovare l'aula dove sono attesi per la lezione. Siamo infatti nell'area ex industriale degli Stabilimenti Varta (batterie), ben 1200 mq in cui ora si trovano le sei sale da ballo del Centro di Produzione per la Danza, l'unico in Lombardia ad aver ricevuto il riconoscimento del Ministero dei Beni Culturali, che è arrivato quest'anno, 2018. Le aule sono sparse in tutta l'area e, quando adiacenti, sono divise da pareti mobili, rendendo gli spazi trasformabili a seconda delle esigenze. Siamo in via Tertulliano, zona Corso Lodi: camminando tra corridoi e che dividono i vari capannoni in un'atmosfera berlinese, si è portati ad aprire le porte alla cieca. Una volta un singolo danzatore si allena davanti agli specchi, un'altra una classe di giovanissimi allievi ascolta il maestro che sta spiegando il prossimo esercizio: «dalle 8 alle 23 qui si lavora - dice Susanna Beltrami, che con Matteo Bittante e Annamaria Onetti co-dirige il Centro -. Formiamo danzatori e coreografi, oltre ad essere un luogo di produzione, distribuzione e promozione della danza. Abbiamo continuato a credere di poter essere un riferimento per Milano, e finalmente ci siamo riusciti». Insieme all'Emilia Romagna e la Toscana, infatti, oggi solo la Lombardia, grazie alla Dance House Più, è una regione con un centro di danza riconosciuto dal Ministero (La Scala è considerata un teatro d'opera). Prodotto dalla Dance House, qui e al Teatro Fontana fino al 16 dicembre si sta svolgendo il Festival Exister, una delle iniziative che hanno valso alla Dance House il suo riconoscimento: ideata ben 11 anni orsono, la rassegna ricerca e porta a Milano nella Dance house e al Teatro Fontana, quartiere Isola, i migliori artisti che esprimono la nuova danza d'autore italiana. Il 14 dicembre infatti al Teatro Fontana va in scena «R.OSA-10 esercizi per nuovi virtuosismi», ironica prova in cui Claudia Marsicano, per la coreografia e regia di Silvia Gribaudi, approfondisce il tema dello sguardo e del giudizio sugli altri connessi al corpo femminile e al ruolo sociale della donna. Il 15 e il 16 sempre al Fontana al pomeriggio, ore 15, la coreografa e regista Lara Guidetti dirige «A(1)Bit», un progetto nato dall'invito di Carlo Boccadoro e l'ensemble Sentieri Selvaggi per creare una danza sulla singolare 1 Bit Sinphony di Tristan Perich, compositore e artista visivo newyorkese.

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