Usa, nuove indagini su Trump: "Percepisce introiti illegali"

Usa, nuove indagini su Trump: Percepisce introiti illegali
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6 Dicembre Dic 2018 10 giorni fa

Lo staff del tycoon ha reagito all’apertura delle indagini da parte dei magistrati del Maryland accusando questi ultimi di essere animati da “pregiudizi politici”

Una nuova "tegola giudiziaria" si è in questi giorni abbattuta sul presidente americano Donald Trump. Egli è stato infatti accusato da un tribunale federale di ricevere “donazioni illegali”.

Peter J. Messitte, magistrato della Corte distrettuale del Maryland, ha in questi giorni sostenuto che il tycoon, nonostante attualmente ricopra un incarico pubblico, continuerebbe a percepire “introiti di carattere privato”, in “palese violazione” della Costituzione e delle leggi nazionali. Tali “donazioni illegali” sarebbero le somme che gli ospiti degli alberghi di proprietà di Trump pagano per soggiornare in questi ultimi. Ad avviso di Messitte, gli introiti registrati periodicamente da tali strutture ricettive finirebbero direttamente nelle tasche dell’inquilino della Casa Bianca, in contrasto con l’“articolo 2 della Costituzione.” Quest’ultimo, alla sezione 7, riconosce un “assegno” agli individui chiamati a ricoprire la carica presidenziale, e, allo stesso tempo, vieta a costoro, per tutta la durata del mandato, di percepire, in aggiunta allo stipendio pubblico, emolumenti di natura privata.

Messitte ha quindi disposto accertamenti intesi a “quantificare” le “donazioni illegali” ricevute dall’inquilino della Casa Bianca a partire dal 2017. Agenti inviati dal tribunale del Maryland hanno così iniziato di recente ad analizzare i bilanci di decine di Trump Hotels sparsi in tutto il Paese.

Lo staff del tycoon ha reagito definendo, tramite un comunicato, “totalmente infondate” le accuse avanzate dal magistrato. La nota rilasciata dalla cerchia del presidente afferma che quest’ultimo non avrebbe più “alcun legame” con la catena alberghiera che porta il suo nome. L’esponente repubblicano avrebbe infatti ceduto la proprietà del gruppo Trump Hotels pochi giorni prima di insediarsi alla Casa Bianca. Di conseguenza, la tesi propugnata dalla Corte distrettuale del Maryland non sarebbe nient'altro che “espressione di pregiudizi politici”.

L’opposizione democratica si è invece subito schierata a difesa dell’impianto accusatorio. Le indagini a carico del tycoon ordinate ultimamente da Messitte sono state infatti presentate dai liberal come “estremamente importanti”. Gli avversari storici dei repubblicani hanno quindi accusato il presidente di volere “intimidire la giustizia”, al fine di “continuare a nascondere” agli Americani le sue “illecite fonti di reddito”.

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