Chailly e Verdi una storia partita da lontano

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7 Dicembre Dic 2018 11 giorni fa

Chissà se si può prendere in considerazione una ipotesi che ogni tanto rispunta, un'equazione secondo cui, in termini di passioni: Riccardo Muti sta a Giuseppe Verdi come il direttore Riccardo Chailly sta a Giacomo Puccini. Chissà forse sì, forse no.

Giochi a parte una cosa è certa. Anzi due, se non tre. L'«Attila» pure per Muti è uno dei cavalli di battaglia. E Re Riccardo da Milano è il direttore che in questi anni non ha perso occasioni per promuovere la tradizione italiana. Ha, diciamo, un «debole» per i repertori ingiustamente emarginati, (pagine che tra l'altro poi si riscoprono stupende, da valorizzare). Ciò detto, il rapporto tra il maestro e il celebre compositore di Busseto è, ovvio, all'insegna del rispetto sacrale. Un rapporto coltivato a lungo già agli esordi scaligeri. Correva l'anno 1978, quando il direttore d'orchestra oggi sessantacinquenne calcò la scena del Piermarini per dirigere l'opera «I masnadieri». Guai poi, riguardo al repertorio, parlare di un «Verdi minore». Le parole sono importanti e, in qualche occasione, la bacchettata gentile ma ferma - è il caso di dirlo - non è tardata ad arrivare, «Verdi non è mai minore»; e questo è valido pure davanti ad arie che non si facevano più dai tempi delle incisioni del tenore superstar Luciano Pavarotti e il direttore Claudio Abbado. Già, proprio così.

E, a proposito di incisioni discografiche, il Maestro tra l'altro ha appena compiuto i suoi primi quaranta anni con la casa discografica Decca. Nell'occasione, a proposito dell'«Attila», ha anche ricordato di «amare moltissimo» questa opera e di ricordare la produzione col direttore Giuseppe Patané e il baritono Piero Cappuccilli e «l'incisione con Carlo Maria Giulini e l'Orchestra Rai di Milano. Poi si scopre.

Tra le sue incisioni verdiane «Macbeth», «Rigoletto, «Ouvertures e preludi» e «Heroines» tra la metà degli anni Ottanta e il 2012. E la musica continua, e i «cicli» scaligeri pure, nell'Era Chailly, «il pucciniano» sempre all'insegna di Giuseppe Verdi: in questo senso il prossimo lavoro lirico che verrà rappresentato è «La Traviata» (direttore Chung con la regia di Liliana Cavani), poi ritornerà l'opera «I masnadieri», dulcis in fundo «Rigoletto».

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