Giorgio Faletti e la sua eredità: "Soffriva sempre di ansia da prestazione"

Giorgio Faletti e la sua eredità: Soffriva sempre di ansia da prestazione
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7 Dicembre Dic 2018 6 giorni fa

La moglie del celebre Giorgio Faletti racconta cosa ha significato per lei vivere insieme al comico e scrittore di "Io Uccido"

Scomparso a 63 anni nel luglio del 2014 a causa di un tumore, il ricordo di Giorgio Faletti è ancora impresso nel cuore nel pubblico e, soprattutto, in quello di Roberta Ballesini, moglie del celebre comico e scrittore. Il tempo però non ha appannato il mito di Faletti. Nelle librerie c’è “La Ricetta di Mamma” e il corto prodotto dalla stessa Roberta, sarà proiettato all’Asti Film Festival il prossimo 15 Dicembre con un cast che annovera Giulio Berruti e Andrea Bosca. Al Corriere, la vedova di Faletti ricorda il lascito del marito.

Soffriva di ansia da prestazione. Aveva paura che la gente non lo potesse apprezzare” afferma la donna, “Non si rendeva conto che era un genio. Ha scritto “Io uccido” in appena tre mesi. “ E poi “In ospedale i medici mi hanno chiesto l’autorizzazione per un trattamento sperimentale. Mi ero assunta il rischio, per questo mi ha chiesto di sposarlo. Io non ci volevo credere, doveva essere colpa dei farmaci, invece era tutto vero” continua Roberta Ballesini. “Giorgio diceva che essendo lui un comico, la sua vita doveva essere comica. Aveva spirito persino quando era in ospedale. Era sempre sorridente, ed era bravissimo a trovare neologismi.

E in merito al suo libro postumo: “racconta un mucchio di cose. Come la passione per la sua provincia, c’è l’ironia e il thriller. Tutte cose che sono nate quando era bambino, in soffitta, leggendo noir americani. E ovviamente si legge anche il suo amore per la buona cucina.

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