Simpatizzanti dello Stato islamico invocano attentati contro il Vaticano

Simpatizzanti dello Stato islamico invocano attentati contro il Vaticano
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7 Dicembre Dic 2018 9 giorni fa

I simpatizzanti invocano un attentato contro il Vaticano per il prossimo 31 dicembre. Le minacce contro Parigi, New York ed il Vaticano hanno un fattore comune: La data

Questa notte è stata diffusa una nuova vignetta in cui si invocano attentati contro il Vaticano per il prossimo 31 dicembre. Non si tratta di una minaccia ufficiale dello Stato islamico. La vignetta rientra nelle produzioni pro-Is, Isis-linked group o Isis-aligned group. A differenza dello scorso anno, i simpatizzanti dello Stato islamico sembrano ignorare il periodo natalizio concentrandosi sul capodanno. Ricordiamo che non c'è alcun collegamento tra i media operative del nucleo centrale dell’organizzazione terroristica ed i simpatizzanti dei gruppi pro-Is. E' il solo messaggio dello Stato islamico tramite i suoi canali Idra (al-Naba, Islamic State ed Amaq del Central Media Diwan) ad avere l'autorità necessaria per innescare i distaccamenti o consacrare le loro operazioni per attacchi pianificati e su larga scala. Tuttavia nella maggior parte delle minacce on line, tale distinzione non sempre è stata rilevata. Questa non è una guerra informatica, ma di contenuti.

Questa è la nostra contro propaganda

Minacciare il Vaticano: L’analisi della vignetta

Così come avvenuto per altre opere simili (ufficiali e non) pubblicate sulla rete in questi anni, procediamo con l’analisi della vignetta. Come abbiamo già rilevato si tratta di una produzione non ufficiale dello Stato islamico. Nonostante la promozione sul campo, i media operative dei gruppi pro-Is sono stati consacrati a mujaeddin dallo stesso al-Baghdadi, i simpatizzanti non possiedono alcuna autorità per abilitare i distaccamenti di sicurezza. La vignetta a firma della Ash Shaff Foundation non ordina, ma invoca disperatamente un qualsiasi evento per il 31 dicembre prossimo che possa essere ricollegato al terrorismo islamico e dare così nuova linfa a quel falso piano globale del terrore. Nella reinterpretazione teologica, la finestra temporale utile è sempre di ispirazione divina. La propaganda è essenziale per la sopravvivenza dell’Isis sia come gruppo che come idea per coltivare quella profondità strategica digitale. È un meccanismo prezioso con il quale far valere l’acquiescenza nel suo proto-Stato ed un’arma penetrante con cui affermare la propria egemonia terroristica all’estero. Negli anni a venire, servirà come bandiera attorno alla quale i veri credenti del califfato si raduneranno, una volta perduti i territori.

La foto scelta, più volte utilizzata dai simpatizzanti dello Stato islamico, immortala la Basilica di San Pietro in Vaticano. Basta digitare la frase “wolf overlooking St Peter's Square” per essere reindirizzati ad altri vignette simili diffuse negli anni dai simpatizzanti. La foto originale utilizzata si può scaricare gratuitamente dalla rete digitando sui motori di ricerca le frasi “St. Peter's Basilica and Saint Peter's Square” e “Vatican City State”. L’autore incolla sulla foto originale quattro elementi: il jihadista di spalle (utilizzato in decine di vignette pro-Is), la minaccia scritta, la bandiera sulla cupola di San Pietro (scarsissima resa grafica) ed il logo Ash Shaff Foundation in alto a destra.

Ash Shaff Foundation

Si tratta di una sigla pro-Is particolarmente attiva dall’inizio del mese. Il logo in alto a destra significa appartenenza senza alcun rapporto con il ramo principale del movimento. Le sigle simpatizzanti non possiedono l’autorità per utilizzare i loghi ufficiali dello Stato islamico. Ad esempio le sigle pro-Is possono porre il logo dello Stato islamico sulle loro vignette, ma non la scritta Islamic State a corredo. Per non incorrere in smentite (così come avvenuto per i Mondiali di Russia, mai minacciati dallo Stato islamico), i simpatizzanti devono rispettare alcune regole. Solo le produzioni ufficiali possono fregiarsi dei simboli Islamic State.

Il testo e l’attentato invocato per il 31 dicembre

Ash Shaff Foundation scrive “We will come from Dabiq to Rome”, Verremo da Dabiq a Roma, riuscendo anche a fare la rima (come/Rome): Si tratta di un passaggio presente in numerose canzoni jihadiste. E’ curioso notare il carattere utilizzato per scrivere Dabiq. Come si può notare, infatti, l’autore scrive DA3IQ e non DABIQ. Non si tratta di una elegante scelta stilistica: Quella è una data. Si invoca un attentato o qualsiasi azione riconducibile allo Stato islamico per il prossimo 31 dicembre.

A Dabiq, la Megiddo della fede islamica, si svolgerà un giorno la battaglia finale attesa da più di 1400 anni per il compimento delle profezie di epoca abbaside riguardanti la fine del mondo. Dabiq è un’ideale luogo della battaglia finale tra le forze del bene e quelle del male. In realtà proprio a Dabiq l’Impero Ottomano sconfisse il Sultanato mamelucco nel 1517, crollando nel 1918 con la fine della prima guerra mondiale. Lo Stato islamico ha già utilizzato tale riferimento nella sua narrativa apocalittica. Dabiq, nella nuova visione jihadista, potrebbe essere ovunque e non geograficamente localizzata. Tradotto significa che lo Stato islamico attende ancora la resa dei conti e che la profezia non è ancora compiuta. Invocarla, infatti, innescherebbe l’ultima parte del mito: La vittoria finale sui crociati.

Vaticano, ritorna il jihadista di spalle

Nella vignetta in cui si invocano attentati contro il Vaticano per il prossimo 31 dicembre, Ash Shaff foundation ripropone il solito artwork del jihadista solitario di spalle. Ritroviamo il medesimo artwork in decine di vignette pubblicate negli anni. Lla montagna, il jihadista di spalle, il lanciarazzi alla sua sinistra ed il lupo bianco alla sua destra (questa volta coperto dalla testo), fanno parte di un solo artwork che si può tranquillamente scaricare dalla rete. I terroristi hanno appreso che una buona resa grafica conferisce credibilità e profondità digitale alla minaccia. Le precedenti minacce rivolte contro il Vaticano non sono state prese in considerazione dai media occidentali poiché di bassissima qualità. Urgono in ogni caso dei protocolli di esposizione per evitare che le vignette dei simpatizzanti possano essere elevate a minacce ufficiali dello Stato islamico.

Minacciare il Vaticano

L’obiettivo dei simpatizzanti pro-Is è chiaro: istigare ed ispirare qualcuno nel compiere un attacco contro uno dei possibili bersagli proposti come avvenuto per il filone parigino e newyorkese. I simpatizzanti invocano disperatamente un qualsiasi tipo di attentato che possa essere inconfutabilmente etichettato come tale. Una delle tecniche più subdole delle organizzazioni terroristiche è quella di dare un'illusione di coordinamento globale. Tuttavia appare evidente che tali vignette siano opera di soggetti senza alcun tipo di collegamento con il ramo principale. Ad oggi, lo Stato islamico nelle sue produzioni ufficiali non ha ordinato alcun attacco contro l’Occidente. I canali Idra continuano ad ignorare completamente il periodo natalizio. Anche nel 159° numero di al-Naba diffuso questa mattina non sono presenti minacce dirette all'Occidente, nessun riferimento al periodo natalizio.

Lo Stato islamico potrebbe aver ordinato attacchi su canali riservati? Certamente, ma ci si chiede il perché dovrebbe rinunciare alle operazioni dei soldati (coloro che sono ispirati senza alcun collegamento con il nucleo centrale) a copertura dei distaccamenti operativi. Nella peggiore delle ipotesi sulla rete ci sarebbero dei messaggi ufficiali Isis non rilevati o non interpretati. Se così fosse sarebbe cambiato il cifrario che richiederebbe nuove procedure. Oltre alla letteratura convenzionale diffusa sulla rete con istruzioni prevalentemente entry level e dedicata prevalentemente ai terroristi radicalizzati a distanza, ne esiste una parallela. Quest’ultima si rivolge all’élite del movimento e per diffondere informazioni classificate ai distaccamenti. Perché lo Stato islamico dovrebbe rinunciare all’immediata e gratuita cassa di risonanza della rete? L’utilizzo di quest'ultima è da sempre ritenuta essenziale sia per continuare ad attirare reclute che per preservare la lealtà dei seguaci. La leadership jihadista si è sempre basata su un nutrito numero self-starters e fanatici opportunisti che traggono ispirazione prevalentemente dalle guide disponibili sulla rete.

Il fattore comune: Il giorno dell’attentato

Gli attentati invocati prima contro Parigi (domenica due dicembre) e poi contro New York ed il Vaticano non si riferiscono ad un periodo, ma una data precisa. Strano davvero. Tatticamente parlando è una stupidaggine, non una provocazione. Solitamente si fa riferimento ad un periodo, ad esempio quello natalizio, per una maggiore finestra utile, non ad un giorno specifico. Nel minacciare l'Occidente lo Stato islamico ha sempre fatto riferimento ad un periodo, mai ad una data precisa.

Il successo non si misura con la forza delle armi o dal numero di soldati schierati, ma si ottiene con la molteplice coesistenza di un certo numero di fattori. I due principali fattori sono la posizione ed il tempo. La determinazione è un segno distintivo dell'esecutore solitario. Parliamo quindi di bidimensionalità dell’operazione solitaria nella sua doppia valenza politica e militare. Vi sono numerose variabili infine, da considerare come la logistica, le opportunità percepite e l'accesso agli obiettivi desiderabili. I terroristi incoraggiano i propri affiliati nel compiere attentati durante periodi specifici nel tentativo di dare un'illusione di coordinamento globale, in realtà assolutamente casuali. Gli attentati del venerdì ad esempio possono essere incoraggiati attraverso la retorica radicale dei mullah. Questo è uno dei motivi per cui così tante proteste nei paesi islamici avvengono di venerdì.

Minacce ed un maggiore coinvolgimento dei simpatizzanti non sono affatto sorprendenti considerando il periodo natalizio. Tuttavia nonostante la promozione a mujahideen effettuata dallo Stato islamico, il ruolo dei simpatizzanti è praticamente irrilevante senza un'azione fisica di supporto che possa dare credibilità alle loro minacce. Nelle prossime ore tali minacce aumenteranno di intensità.

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