Né Icardi, né Ronaldo quando conta c'è la testa di Mario

Né Icardi, né Ronaldo quando conta c'è la testa di Mario
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8 Dicembre Dic 2018 8 giorni fa

Il croato, sottovalutato, è ancora decisivo La conferma di campione imprescindibile

Non Ronaldo e non Dybala: le stelle stanno a guardare a meno che non ci rassegniamo a pensare che Mandzukic sia stella come e più degli altri. Squarcia partita e Inter con la solita testata che gli vale il settimo gol del campionato, ottavo della stagione, regala la vittoria 14 su 15 alla Juventus e cancella quel che restava (restava?) dei sogni scudetto in nerazzurro.

Nella prima volta da ex Pallone d'Oro dopo due anni, Cristiano Ronaldo resta a secco dopo un mese e per la seconda negli ultimi 2. Zero gol anche Dybala, che esce a muso lungo quando mancano ancora 20 minuti di partita, e zero gol per tutta l'Inter, che scivola a meno 14 (o meglio: resta a +5 dal quinto posto, l'unica cosa che conta).

Buon per Allegri che anche stavolta ci pensi «SMM» Super Mario Mandzukic, che come Ronaldo non gioca in nazionale (lui per sempre, CR7 tornerà quando conterà) ed è forse l'unico dei croati vice campioni del mondo a giocare come e meglio che in Russia (basta guardare Perisic e Vrsaljko per capire la differenza). A ritroso prima dell'Inter (e tralasciando i gol a Valencia e Spal) ha battuto e spianato il Milan, rimontato e sorpassato il Napoli, segnato a Parma e Lazio: tutte le squadre dal secondo al sesto posto in classifica. Quando conta, Mandzukic timbra il cartellino e autografa la partita. Da centravanti, come non giocava più da due anni: lui che doveva servire a Ronaldo (sarà il Benzema di Allegri, si diceva in estate) è il primo beneficiario dell'arrivo di CR7. Che poi a godere è solo e soprattutto la squadra. Allegri conosce il calcio e - i fatti lo dimostrano anche i calciatori: discute Dybala, non Super Mario. Gli ha fatto fare un anno e mezzo da (quasi) terzino, lasciando fuori i (veri) terzini, ora se lo lustra da centravanti più che da gregario dell'extraterrestre portoghese. Insomma, pensare alla formazione è facile: CR7, SMM e altri 9, che poi sono quasi tutti bravi quando non bravissimi.

Non ci fosse stato Mandzukic davvero stavolta il sabato del villaggio sarebbe caduto di venerdì. Fatto il gol, sbloccata la partita, fallisce la missione di Juve e Mandzukic di portare al gol anche Ronaldo: serve tutto nell'era della Borsa e del brand da valorizzare. Nulla. CR7 corre, lotta, sgomita, calcia le punizioni (male come sempre da quando veste in bianconero), ma davvero non è serata. Per lui come per l'altro uomo da copertina della notte allo Stadium. Mauro Icardi, 8 gol in carriera alla Signora, da solo come quasi nessuna squadra in Serie A negli ultimi 6 anni, veste per una notte l'abito stretto dell'uomo assist, ma i compagni (prima Gagliardini, clamoroso, poi Politano, meno: fuori entrambi prima della fine) non sfruttano ciò che lui offre, a dimostrazione per un centravanti il vero modo l'unico modo di giocare per la squadra è di farlo con i gol, e il resto sono frottole.

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