Pensioni, stop alle rivalutazioni: tutti i tagli sugli assegni

Pensioni, stop alle rivalutazioni: tutti i tagli sugli assegni
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8 Dicembre Dic 2018 5 giorni fa

I tagli alle pensioni preoccupano e non poco i pensionati. Di fatto le sforbiciate volute dal governo sono ormai alle porte. E spunta il piano per fermare le rivalutazioni

I tagli alle pensioni preoccupano e non poco i pensionati. Di fatto le sforbiciate volute dal governo sono ormai alle porte. La sensazione è che il braccio di ferro sui tagli tra Lega e M5s potrebbe chiudersi comunque con un taglio pesante sugli assegni d'oro. Ma attenzione: in questa corsa alla sforbiciata per recuperare risorse, c'è un taglio che passerà in silenzio. Il blocco delle rivalutazioni degli asesegni infatti potrebbe portare nelle casse dello Stato milioni di euro. Come sottolienea la Verità, il prossimo anno l'inflazione programmata sarà all'1,2 per cento. A partire dal 31 dicembre 2018 di fatto dovrebbe fermarsi lo stop alle rivalutazioni fissato dagli ultimi governi (Letta, Renzi e Gentiloni). In via XX Settembre però si lavora già ad una rivisitazione del prvvedimento per limarlo e dunque evitare un esborso totale di circa due miliardi di euro. E così la soluzione che potrebbe arrivare dal Tesoro è una rivalutazione calmierata con un nuovo blocco fissato ad una soglia più alta per quanto riguarda le fasce di assegni. Il blocco potrebbe scattare dai 2000 euro lordi in su. Si tratta di una penalizzaizone, per intenderci, su assegni da 1400 euro netti. E così il mancato aumento porterebbe ad una penalizzaizone di 4,8 euro al mese per circa 62 euro l'anno.

E questa penalizzazione però non si esaurisce con il 2019. Avrà effetti sul lungo periodo a causa dell'effetto trascinamento portando nel lungo periodo ad una perdita complessiva di circa 1.248 euro. Ma le amare sorprese per i pensionati non finiscono qui. Infatti per chi percepisce 2500 euro lordi, il blocco potrebbe essere del 40 per cento, fino ad atrrivare al 70 per cento per gli assegni superioti a 3000 euro. Per gli assegni che vanno oltre i 3500 euro la rivalutazione potrebbe essere pari a zero con una perdita fino a 11000 euro in 20 anni. Il governo ha poco tempo per decidere. Ma i pensionati, quasi certamente, saranno un bancomat per finanziare la manovra.

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