Pd, Boccia contro i renziani: "Irregolarità nella raccolta firme"

Pd, Boccia contro i renziani: Irregolarità nella raccolta firme
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13 Dicembre Dic 2018 13 dicembre 2018

"La raccolta firme via mail del ticket Giachetti-Ascani? Non è regolare". Così Francesco Boccia, uno dei sei candidati alle primarie del Pd, sulla procedura utilizzata dal tandem renziano per depositare in tempo la propria candidatura

Nel solco della - peggiore - tradizione. Ancora prima dell'inizio ufficiale della campagna elettorale per le primarie, tra i pasdaràn del Partito Democratico volano gli stracci. Questa volta, a vestire i panni dell'attaccabrighe è uno dei sei candidati alla segreteria del Pd, Francesco Boccia. Che ieri, nel commentare la presentazione in extremis della candidatura del ticket renziano Ascani-Giachetti, ai microfini di Radio Cusano Campus ha commentato: "Giachetti e Ascani fanno raccolta firme via mail? Non è regolare, io sono andato a raccogliere le firme fisicamente in ogni angolo d'Italia. Ho la sensazione che si vogliano avvelenare un po' i pozzi. Tanti renziani hanno avuto la lealtà di seguire una strada autonoma, la candidatura di Giachetti mi sembra una cosa fatta così all'ultimo momento", ha detto l'economista dem, prima di aggiungere: "Limitare il renzismo a candidature estemporanee mi sembra anche riduttivo per lo stesso Renzi. Donerò al Pd una nuova piattaforma nella quale mi auguro di vedere tutti gli iscritti".

A differenza di Boccia, il governatore laziale Nicola Zingaretti ha preferito glissare: "Io sono candidato alla segreteria, non ne ho idea". Mentre i sostenitori del ticket renziano hanno risposto alla provocazione di Boccia facendo riferimento alla forza dei numeri: "2680 firme raccolte in tutte le venti regioni. E oltre 500 email che non abbiamo neanche fatto in tempo ad aprire. In meno di 24 ore. Uno scatto di passione. Un popolo che non vuole che l'Italia arretri e che il Pd torni indietro. #SempreAvanti con Roberto Giacchetti e Anna Ascani", il commento su Twitter del deputato dem Luciano Nobili. Ma che cosa prevedeva il regolamento? In estrema sintesi, chiedeva la presentazione di un numero di firme tra le 1500 e le 2 mila, in almeno cinque regioni. Soglia superata abbondantemente da Giachetti e Ascani, anche se con l'escamotage del digitale, non espressamente vietato dal regolamento. Insomma, per loro l'importante era raggiungere l'obiettivo. A costo di sollevare delle polemiche. Nella migliore - o peggiore? - tradizione della sinistra.

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