Prodi: "Quello tra Italia e Commissione è uno scontro tra due deboli"

Prodi: Quello tra Italia e Commissione è uno scontro tra due deboli
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13 Dicembre Dic 2018 13 dicembre 2018

L'ex premier Romano Prodi ha anche attacco il Pd e non si è detto certo di votare alle prossime primarie: "Mi facciano capire qual è il programma allora posso anche giudicare. Non è il numero dei candidati di cui abbiamo bisogno"

"Sul deficit era chiaro che si sarebbe arrivati al 2 per cento. Lo voleva Tria e l'Europa poteva accettarlo". A dirlo ai microfoni di Radio 24 è Romano Prodi che parla di "compromesso necessario" tra due forze deboli, l'Italia e l'Unione Europea.

"Per motivi di politica interna comprensibili, ma dannosi, si è messa un'asticella più alta, l'Ue l'ha messa più bassa, e infine si è trovato una specie di compromesso intorno al 2 per cento", spiega l'ex premier ed ex presidente della Commissione europea. Prodi, poi, prendendo apunto da una telefonata di un ascoltatore, non ha perso l'occasione di lanciare una stoccata a Renzi: "Le due bandiere non sono incompatibili, per le elezioni italiane si metta quella italiana, per le elezioni europee si metta quella europea Sono queste le nostre due bandiere, soltanto una volta sono state tolte quelle europee con mia grandissima rabbia".E ha aggiunto: "Non ho chiamato Matteo Renzi dopo quell'episodio. Un privato cittadino parla solo se interrogato, non interroga. Credo però che lui debba decidersi o sta fuori o dentro alla politica, non può stare in mezzo all'uscio". L'ex premier, che è tra i fondatori del Pd, infine, non ha assicurato di voler partecipare alle primarie come elettore: "Non so ancora se andrò a votare ai gazebo se andrò, occorre far politica, occorre che la gente venga messa di fronte a degli obiettivi". "Mi facciano capire qual è il programma allora posso anche giudicare, non è il numero dei candidati di cui abbiamo bisogno, abbiamo bisogno di idee grandi, sul problema dei giovani, sulle diseguaglianze", ha concluso Prodi.

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