Manovra, le modifiche al testo mandano in tilt i tecnici

Manovra, le modifiche al testo mandano in tilt i tecnici
Inside Over
23 Dicembre Dic 2018 23 dicembre 2018

L'approvazione in Senato del maxi-emendamento è stata segnata da notevoli ritardi dovuti alla continue richieste di modifica del testo sul maxi-emendamento da parte dei grillini e dei leghisti

L'approvazione in Senato del maxi-emendamento è stata un parto difficile. I notevoli ritardi nella presentazione del testo che cambiava continuamente hanno mandato su tutte le furie le opposizioni, mentre il ministero del Tesoro e la Ragioneria di Stato hanno lavorato fino all'ultimo per apportare tutte le modifiche concordate con Bruxelles.

Il testo, ricorda il Fatto Quotidiano, era atteso ieri alle 14 nell’aula del Senato, ma verso le 13 circolavano già le prime bozze, con errori persino sui saldi finali. Dopo poco compaiono nuovo bozze con nuovi errori. Nel caos generale la sottosegretaria grillina Laura Castelli dichiara: “Sono seriamente costernata per la continua fuoriuscita dei documenti riservati del Tesoro. Non è la prima volta. Circolano versioni del testo in lavorazione. Una assoluta mancanza di rispetto verso i tecnici, gli uffici, il Parlamento e il governo”. La realtà è che il tempo è poco e i tecnici devono riscrivere la manovra stando attenti a tutte le cifre e alle varie coperture. Alla Ragioneria “sono troppo fiscali”, e “si impuntano sui tecnicismi”, lamentano i grillini che mal digeriscono Daniele Franco, il capo dei tecnici di via XX Settembre. Se da un lato la Castelli chiede di modificare l regime di tassazione dei tabacchi, dall'altro la Lega chiede e ottiene di far saltare la riduzione dell’aggio ai tabaccai per la vendita del “gratta e vinci”. Ma non solo. I grillini hanno insistito perché sia l'esercito a riparare le buche di Roma, per tagliare i fondi all'editoria e inserire l'ecobonus, mentre i leghisti avrebbero voluto aiutare gli Ncc nella loro lotta contro Uber. Ma Salvini è riuscito a salvare lo stralcio delle cartelle esattoriali fino al 2017 per i redditi bassi. Niente da fare, invece, per la web tax e per il blocco parziale della rivalutazione delle pensioni sopra i 1500 euro mensili, misure richieste dall’Ue e che, alla fine, dovrebbero rimanere nel testo finale, ma i tecnici lavorano per limarle.

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