Roma, fermato mentre bruciava dei rifiuti: in manette giovane rom

Roma, fermato mentre bruciava dei rifiuti: in manette giovane rom
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29 Dicembre Dic 2018 18 giorni fa

Provvidenziale l’intervento dei carabinieri che, di passaggio sulla Pontina, hanno subito notato una colonna di fumo che si innalzava dal terreno. In manette un 23enne serbo, pregiudicato, residente nel campo nomadi di Castel Romano

È finito in manette a Roma un giovane rom, originario della Serbia, colto in flagrante mentre stava dando fuoco a dei rifiuti speciali.

Stando a quanto riferito dalle forze dell’ordine, che hanno provveduto ad eseguire l’arresto, il fatto si è verificato sulla via Pontina, al numero civico 607. È stata una pattuglia di carabinieri, di passaggio nella zona, a rendersi conto di una spessa colonna di fumo che si innalzava da terra. Il luogo, fra l’altro, è già noto per essere stato teatro di roghi illeciti, pertanto i militari della stazione di Roma Tor de’ Cenci hanno subito deciso di effettuare un controllo.

Giunti sul posto, gli uomini in divisa hanno trovato uno straniero intento a gettare nel fuoco rifiuti di vario genere, come materassi, materiale metallico ed elettrodomestici. Il tutto trasportato con un furgoncino ancora carico di materiale da smaltire. I carabinieri hanno immediatamente fermato ed ammanettato il nomade, per poi allertare i vigili del fuoco, che in breve sono accorsi per sedare l’incendio.

Portato negli uffici della caserma, il soggetto è stato poi identificato. Si tratta di un 23enne pregiudicato, residente nel campo rom di Castel Romano. Adesso si trova dietro le sbarre, in attesa del giudizio direttissimo.

I carabienieri, intanto, hanno avviato le indagini per avere dei maggiori chiarimenti in merito alla vicenda. L’ingente carico presente sul furgone, infatti, ha subito fatto pensare che il giovane non stesse “semplicemente” bruciando alcuni suoi rifiuti. Si teme che dietro l’episodio si celi invece un’attività di smaltimento illegale purtroppo già nota nella Capitale: ad un prezzo vantaggioso, infatti, alcuni nomadi sono soliti offrirsi per eliminare rifiuti voluminosi. Una pratica illegale e, soprattutto, pericolosa.

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