Ipertensione arteriosa, una molecola dell'alga spirulina potrebbe combatterla

Ipertensione arteriosa, una molecola dell'alga spirulina potrebbe combatterla
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3 Gennaio Gen 2019 03 gennaio 2019

Si chiama SP6 ed è un peptide dell'alga spirulina con spiccate propretà vasodilatatrici. Gli scienziati mirano ad ottenere un "coadiuvante naturale" delle normali terapie farmacologiche contro l'ipertensione arteriosa

Ipertensione arteriosa - Ne soffrono circa 15 milioni di italiani, ma solo la metà di questi ne è consapevole. Poiché la pressione può subire variazioni legate all'età, al peso corporeo, al sesso, all'etnia, non è sempre facile stabilire quali sono i valori ideali. In linea di massima si ritiene ottimale in un adulto una pressione sistolica (massima) contenuta fra i 115-130 mmHg e una diastolica (minima) fra i 75-85 mmHg. Si parla di "pressione alta" quando la sistolica supera i 140 mmHg e la diastolica, invece, i 90 mmHg.

Giungono buone notizie per gli ipertesi da uno studio condotto da un team di ricercatori italiani guidati dagli scienziati dell'IRCCS Neuromed Pozzilli in provincia di Isernia, secondo cui un estratto dell'alga spirulina avrebbe la capacità di contrastare l'ipertensione arteriosa mediante la dilatazione dei vasi sanguigni. Gli studiosi, coordinati dai professori Carmine Vecchione e Albino Carrizzo - in collaborazione con il Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell'Università di Salerno e dell'Università Sapienza di Roma - hanno focalizzato l'attenzione sul peptide SP6, ovvero una molecola della cosiddetta "alga azzurra" con spiccate proprietà vasodilatatrici. Lo stesso Carrizzo ha dichiarato:

"Abbiamo iniziato la nostra ricerca simulando una digestione gastrointestinale dell'estratto grezzo di spirulina: in altre parole, abbiamo riprodotto ciò che accade nell'intestino umano dopo aver ingerito la sostanza per isolare i peptidi che verrebbero assorbiti dal nostro organismo".

Dunque, dopo aver isolato dal microorganismo i vari peptidi (composti chimici più piccoli delle proteine) i ricercatori ne hanno identificato uno nuovo, chiamandolo SP6. In seguito ad alcuni test di laboratorio è emerso che quest'ultimo, agendo positivamente sul meccanismo difettoso legato all'ossido nitrico, presenta un'elevata capacità vasodilatatrice, amplia cioè il lume di arterie e vene. L'obiettivo degli scienziati è quello di ottenere un "coadiuvante naturale" delle normali terapie farmacologiche e a tal fine sarà necessario confermare l'efficacia del peptide dell'alga spirulina mediante esami e studi più approfonditi.

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